Gattuso e Spalletti
Gennaro Gattuso e Luciano Spalletti (acmilan.com)

MILAN NEWS – Doveva essere la notte della fuga, del terzo posto consolidato, addirittura c’era chi preannunciava un Milan ormai con un piede in Champions League e un’Inter da funerale anticipato.

Invece il derby, come da tradizione, ha stupito tutti: i nerazzurri hanno interpretato meglio la gara giocando con qualità ed intensità, mentre i rossoneri inizialmente favoriti e provenienti da 5 vittorie consecutive si sono svegliati tardi. Non sono stati soltanto gli episodi a condannare il Milan di Gennaro Gattuso, ma anche alcune scelte tecnico-tattiche nel corso del derby.

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Milan-Inter, le mosse azzeccate di Spalletti e gli errori di Gattuso

L’analisi del 3-2 in favore dell’Inter nasce dalla scelta di Luciano Spalletti (alla seconda vittoria si fila nelle stracittadine) di schierare un’Inter corta e aggressiva, abile nel pressing alto ma soprattutto con un Matias Vecino ago della bilancia. L’urugayano, inizialmente indicato in formazione come mezzala destra, ha disputato una grande gara alle spalle di Lautaro Martinez come trequartista incursore, mettendo in crisi la difesa di Gattuso e dando pochi punti di riferimento a Kessié e Bakayoko.

Il Milan ha sottovalutato il 4-2-3-1 nerazzurro giocando inizialmente con morbidezza e con linee troppo larghe. La coperta corta temuta da Gattuso di è manifestata nuovamente nel primo tempo e ad inizio ripresa, mista alla scarsa cattiveria in campo. Male anche la fase offensiva: Calhanoglu e Suso sono rimasti troppo larghi, Piatek di conseguenza esageratamente solo in avanti a lottare contro due mastini come De Vrij e Skriniar: impossibile per il ‘Pistolero’ rendersi pericoloso in questo contesto.

La frittata si è completata nella ripresa, dopo il gol dell’1-2 che sembrava rimettere in carreggiata il Milan: inspiegabile il cambio Rodriguez-Cutrone con lo spostamento di Calabria a sinistra (decisamente asfaltato da Politano) e Kessié schierato come terzino destro d’emergenza. Baricentro sì più alto grazie all’inserimento di due punte, ma squadra sbilanciata con Calhanoglu piazzato nell’inedito ruolo di regista difensivo.

Non a caso Gattuso è stato poco dopo costretto a cambiare Kessié con un terzino vero come Conti, scaturendo la rabbia dell’ivoriano e di fatto il pessimo teatrino in panchina con Biglia. Proprio l’argentino doveva essere la prima mossa della ripresa in casa Milan: un metronomo vero, abile a giocare in verticale, sarebbe servito nell’azione di rimonta dei rossoneri. Senza dimenticare la serata impalpabile e negativa di un Suso che (a parte il cross per il gol del 2-3) si è visto poco e male e che avrebbe dovuto lasciare il campo a qualcuno di più fresco ed in fiducia.

 

Keivan Karimi – redazione MilanLive.it

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