CALCIOMERCATO MILAN – In meno di due anni il Milan ha cambiato due volte proprietà e dirigenza. Dopo Fininvest, dunque Silvio Berlusconi, si sono susseguiti il misterioso cinese Yonghong Li e più rassicurante fondo americano Elliott Management Corporation.

L’hedge fund di Paul Singer ha riportato in società campioni del passato come Leonardo e Paolo Maldini, oltre ad un manager esperto come Ivan Gazidis. Seppur recenti, sembrano ormai lontani i tempi in cui c’erano Marco Fassone come amministratore delegato e Massimiliano Mirabelli come direttore sportivo. I due dirigenti sono stati protagonisti della sessione di calciomercato più dispendiosa della storia del Milan.

Nell’estate 2017 furono spesi 230 milioni di euro, a fronte di cessioni da circa 50 milioni. Tanti investimenti che, ovviamente, hanno pesato molto sul bilancio 2017-2018 chiuso con passivo record da 126 milioni. Una cifra sulla quale hanno influito pure le svalutazioni (circa 21 milioni) inerenti le cessioni dei cartellini di alcuni giocatori e un accantonamento da 17,5 milioni per le eventuali sanzioni UEFA. Di quella campagna acquisti “faraonica” cosa rimane nel 2019? Abbiamo fatto una nostra analisi, escludendo coloro che sono arrivati a Milanello nel 2018: Pepe Reina, Ivan Strinic e Alen Halilovic.

Calciomercato Milan, acquisti di Fassone e Mirabelli: i giocatori ancora in rossonero

Antonio Donnarumma – Nell’ambito dell’intricata operazione di rinnovo del contratto di Gigio fu inserito anche il ritorno del fratello maggiore, che militava in Grecia nell’Asteras Tripolis. Il Milan spese circa 500 mila euro per acquistarne il cartellino e il portiere classe 1990 firmò un contratto di quattro anni con ingaggio da ben 1 milione netto annuo. Uno stipendio eccessivo per una terza scelta. Due presenze in due stagioni. Se ne poteva fare a meno tranquillamente. Nella prossima sessione estiva del calciomercato partirà sicuramente, già a gennaio era stato vicinissimo all’Olympiacos.

Andrea Conti – Arrivato dall’Atalanta per circa 24 milioni più il cartellino di Matteo Pessina, il terzino destro classe 1994 è stato sicuramente molto sfortunato. Due gravi infortuni al ginocchio sinistro gli hanno impedito di mostrare il proprio valore. Da un po’ di mesi è regolarmente in gruppo, però non è riuscito a superare Davide Calabria nelle gerarchie per la maglia da titolare nel ruolo di terzino destro. Nei spezzoni giocati ha ben figurato in genere, riuscendo anche a servire alcuni assist e mostrandosi temibile in proiezione offensiva. Sicuramente è un’arma che Gattuso può sfruttare a seconda delle situazioni.

Mateo Musacchio – Inseguito da Adriano Galliani già nel 2016, è arrivato un anno dopo dal Villarreal per circa 15 milioni più bonus. Una prima stagione complessivamente negativa, dato che ha finito per essere l’ultima scelta nel reparto centrali difensivi. Annata 2018/2019 più positiva certamente. L’argentino si sta comportando meglio in questi mesi, dopo un avvio con alcune incertezze. Gattuso lo ritiene importante anche per lo spogliatoio, visto il suo carattere. Vedremo se, con il rientro a pieno regime di Mattia Caldara, riuscirà a mantenere la maglia da titolare.

Ricardo Rodriguez – Sono serviti 14 milioni per strapparlo al Wolfsburg nell’estate 2017. Prima stagione che era iniziata positivamente, ma che poi si è sviluppata in maniera negativa. Il terzino sinistro svizzero ha avuto un miglioramento di rendimento quest’anno, dimostrandosi importante nel dare equilibrio alla squadra e aiutando anche in fase di costruzione. Tuttavia, qualche amnesia difensiva a volte la accusa e il suo apporto offensivo è limitato anche dal fatto che gli manca la velocità per superare il diretto avversario. Un buon giocatore, però forse a sinistra servirebbe un terzino con caratteristiche un po’ diverse.

Lucas Biglia – Costato 19 milioni, finiti nelle casse della Lazio. Un giocatore che a Gattuso piace molto per la sua capacità di dare equilibrio in campo, oltre che per il suo carisma. Nella passata stagione non aveva iniziato bene, poi il suo rendimento era via via migliorato. Anche in questa l’inizio non era stato dei più promettenti, poi un infortunio grave lo ha messo k.o. per tanti mesi. E’ rientrato ed è pronto a dare il proprio contributo. Può essere una risorsa utile a centrocampo. Vedremo cosa riuscirà a dare in questi mesi decisivi, sia per il Milan che per il suo futuro. Ha un contratto che scade a giugno 2020 e il suo ingaggio da 3,5 milioni netti pesa a bilancio, considerando pure i suoi 33 anni.

Franck Kessie – Prestito biennale oneroso da 8 milioni e obbligo di riscatto da esercitare nel 2019 per 20 milioni: questi i termini dell’accordo con l’Atalanta. Il centrocampista ivoriano ha fatto vedere alcune cose interessanti nella sua prima annata milanista e nella seconda ci si attendeva una crescita che però non c’è stata. Dal punto di vista della corsa gli si può dire poco, ma sbaglia troppo dalla trequarti in su tra passaggi e conclusioni. Nel derby inaccettabile reazione in panchina dopo una sostituzione. Deve maturare sotto tanti aspetti.

Hakan Calhanoglu – 21 i milioni versati al Bayer Leverkusen per acquistare il talento turco, che con Vincenzo Montella non si trovò per niente bene. I suoi primi mesi in rossonero furono molto difficili, poi con Gattuso la situazione è migliorata e il suo rendimento va considerato positivamente nella prima metà del 2018. Ci si aspettavano conferme e salto di qualità ulteriore nella nuova stagione, ma Calhanoglu sta deludendo. Da qualche partita è apparso in leggera ripresa, però rimane ancora poco per essere il numero 10 del Milan. Probabilmente la posizione da esterno offensivo non premia pienamente le sue qualità, giocando più in mezzo al campo forse farebbe meglio.

Fabio Borini – Pagato circa 6 milioni tra prestito e riscatto, il jolly ex Sunderland è una riserva che va sicuramente apprezzata per lo spirito che ci mette quando gioca. Tuttavia, l’apporto tecnico fornito è discutibile. Al 99% lascerà Milanello nella prossima finestra estiva del calciomercato Milan.

Calciomercato Milan, acquisti di Fassone e Mirabelli: i giocatori ceduti nel 2018

Leonardo Bonucci – 42 milioni investiti per strappare alla Juventus uno dei migliori difensori centrali al mondo. Un grande colpo, anche se averlo imposto come capitano non è stata una buona mossa. L’inizio è negativo, con diverse prestazioni insoddisfacenti per un giocatore che prende 7,5 milioni netti annui. Poi il rendimento è cresciuto e va detto che Bonucci ha dato il proprio contributo alla qualificazione diretta in Europa League. Ma nell’estate 2018 ha manifestato la volontà di tornare a Torino, sia per ragioni famigliari che di ambizioni sportive. Tifosi rossoneri infuriati per il suo voltafaccia, soprattutto perché nelle sue dichiarazioni successive li ha scordati nonostante il loro appoggio costante. Per ingraziarsi i tifosi juventini, inferociti prima per l’addio e poi per il ritorno, ha evitato di parlare in maniera positiva dei milanisti. Questa è stata la cosa peggiore della sua decisione di andarsene, aver tradito i fan che tanto lo avevano supportato anche nei momenti peggiori. Tecnicamente il Milan qualcosa ha perso, è innegabile, però Bonucci sta bene a Torino e non aggiungiamo altro.

Nikola Kalinic – Un flop clamoroso e tutt’altro che preannunciato, visto che alla Fiorentina aveva fatto buone cose pur non rivelandosi un bomber di razza. Costato circa 27 milioni tra prestito oneroso, riscatto e bonus il croato ha deluso fortemente le aspettative. Solo 6 gol, tutti in Serie A, e tantissime prestazioni negative. I tifosi lo presero anche di mira, fischiandolo costantemente. Inevitabile la cessione nell’estate 2018: l’Atletico Madrid lo ha preso a titolo definitivo per circa 14,5 milioni. Anche in Spagna le cose non stanno andando bene.

André Silva – Tanti dubbi fin da subito sui 34 milioni spesi per acquistare dal Porto un attaccante promettente ma che aveva ancora fatto poco per dimostrare di valere la cifra spesa. Con la maglia rossonera numero 9 ha avuto un rendimento non soddisfacente. Solo 2 gol, seppur decisivi, segnati in Serie A. Ha fatto 8 reti in Europa League, tra playoff e gironi, però sempre contro avversari di livello mediocre. Ha fatto intravedere del potenziale, visto che tecnicamente è valido, però non ha mostrato la cattiveria agonistica necessaria per giocare nel Milan. Gattuso e la società avrebbero voluto tenerlo, però lui l’estate scorsa ha preferito andare al Siviglia. Prestito oneroso da 4 milioni e diritto di riscatto fissato a 39. Dopo un ottimo avvio di stagione, il rendimento del centravanti portoghese è calato e la sua permanenza in Andalusia è molto incerta.

Considerazioni finali sul mercato 2017

Non siamo ipocriti e dobbiamo ammettere che nell’estate 2017 consideravamo nel complesso positivo il calciomercato Milan condotto da Fassone e Mirabelli. Tuttavia, serve poi la corretta dose di onestà intellettuale per ammettere che i circa 230 milioni investiti non hanno reso a sufficienza.

Non è un caso che i migliori della squadra di Gattuso siano spesso giocatori che erano in organico già prima oppure che sono arrivati in seguito grazie alla coppia Leonardo-Maldini. Sicuramente la vecchia dirigenza aveva preso alcuni giovani il cui potenziale non è stato ancora del tutto espresso, però ci si aspettava di più. Comunque ci sono ancora dei mesi di stagione per dimostrare qualcosa di meglio rispetto a quanto fatto vedere finora. Le prossime 10 partite saranno delle finali verso l’obiettivo Champions League, ci sarà bisogno di tutti e bisognerà dare il 100%.

 

Matteo Bellan

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