Giampaolo si presenta: “Milan occasione meritata, sintonia con la società”

La presentazione di Marco Giampaolo al Milan in conferenza stampa. Le dichiarazioni del tecnico, di Paolo Maldini e di Zvonimir Boban.

Marco Giampaolo allenatore AC Milan
Marco Giampaolo (Foto AC Milan)

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18.05 – La conferenza stampa a Casa Milan è terminata. Domani alle 18 primo allenamento della squadra a Milanello.

Giampaolo: “Sui numeri della scorsa stagione ci ho ragionato. Vogliamo segnare di più e subirne meno, è un obiettivo attraverso la qualità dei giocatori”.

Giampaolo: “C’è un percorso da seguire, il primo messaggio deve essere collettivo e ci sono step da seguire. Dobbiamo conoscerci prima. Domani inizierò a parlare con loro, a capire i profili e a dire loro cosa penso. C’è un lavoro strutturato e lungo da fare. Il tempo è mio amico e nemico, non conosco scorciatoie. Servono step di lavoro, creando coinvolgimento nei giocatori che andranno a completare il lavoro con le loro qualità. Io metto l’idea, solo loro possono poi realizzarla. La visione su dove andare c’è, questo comporta lavoro e ciò non mi spaventa”.

Maldini: “I top player fanno parte dei giocatori che il mister vuole, non solo come nomi ma anche come profili. Sta a noi dare ai giovani anche delle guide più esperte, sempre di qualità”.

Boban: “Sostenibilità non vuole dire non essere ambiziosi. Sogniamo con i piedi per terra, è un obbligo da gente responsabilità. Non sarei qua se la proprietà non avesse ambizioni. Bisogna fare le cose giuste, con intelligenti. Toccherà a noi fare bene per riportare il Milan dove deve tornare. Modric? Impossibile in questo momento prendere giocatori così. Non prenderemo comunque solo giovani, ma anche gente esperta. Il mercato è lungo e lo faremo bene”.

Giampaolo: “Allegri mi ha raccontato delle cose del Milan, la sua è una carriera straordinaria e gli chiederò altre cose. Il confronto arricchisce sempre”.

Maldini: “L’amore dei tifosi per il Milan c’è. Ovviamente vogliamo aumentare le presenze a San Siro. Vogliamo giocatori ambiziosi, sennò è difficile fare risultati. Marco e lo staff lavorano per questo obiettivo”.

Boban: “Siamo grati a Gattuso, ha gestito tutto con eleganza. E’ un amico, ha fatto un buon lavoro e lo abbracciamo. Ora andiamo avanti con Marco”.

Giampaolo: “Quando abbiamo giocato contro ho fatto i miei complimenti a Gattuso, gestiva bene le cose dialetticamente. Si è preso sempre le sue responsabilità e in quanto tecnico devi farlo. Lo elogiavo per questo. Tecnicamente la squadra ha qualità, difendeva bene quando faceva densità nella sua metà campo e con una buona organizzazione. Vedremo cosa cambiare. Ho delle idee, ma devo conoscere bene le qualità dei giocatori. Lavorerò per giocare un calcio nel quale il calciatore si senta protagonista, che abbia coraggio e non sia attendista. Serve lavoro, lavoro, lavoro. Serve disponibilità da parte di tutti, bisogna credere nel progetto”.

Maldini: “Donnarumma è importante per il Milan e il calcio italiano, abbiamo l’idea di tenerlo per tanto tempo. In questo momento siamo in questa posizione”.

Giampaolo: “Donnarumma è fortissimo. Nel primo anno alla Samp chiesi la maglia di Donnarumma”.

Giampaolo: “Mancano sei giocatori importanti, partirò con una rosa ristretta e diversi Primavera. Porterò comunque avanti le mie idee, educando anche i ragazzi della Primavera. Non devo fare esperimenti, conoscerò le caratteristiche tecniche e comportamentali dei calciatori. Vogliono conoscere tutti i loro aspetti”.

Maldini: “Il mercato è lungo, ci sono delle priorità indicate dal mister e stiamo lavorando”.

Giampaolo: “Sono un allenatore che vive il suo mestiere con passione, fatico anche a godere del percorso. Paolo e Boban sono stati calciatori di alto livello, sanno capire. Ho esposto le mie idee senza essere pressante. Ho chiesto un giocatore per portare avanti il nostro lavoro in maniera funzionale al nostro progetto. Ho fiducia in loro, quando propongono giocatori non ci vanno mai lontani. I loro suggerimenti sono sempre pertinenti”.

Boban: “Dispiace non essere in Europa. Noi vogliamo tornare in alto, andiamo avanti dritti e Marco avrà tempo per lavorare di più per la squadra”.

Giampaolo: “Spiace non fare l’Europa League, però ho la possibilità di lavorare sette giorni per poi tornare in Europa l’anno prossimo”.

Maldini: “I tifosi hanno capito il momento del Milan, non hanno perso l’amore per il club e lo abbiamo visto. Abbiamo perso la Champions di un punto. La fiammella è accesa, chiediamo di renderla più forte. Vogliamo migliorare la posizione dell’anno scorso e tornare dove eravamo anni fa.”.

Giampaolo: “Promettere meno significa lavorate tanto, programmare anche le cose che voi non vedete. I carichi di lavoro, i tratti psicologici e la mentalità dei giocatori… C’è un lavoro grande da fare. Prometto serietà, lavoro, impegno, dedizione. La dirigenza lavora tanto, conto di arrivare a Milanello alle 8 e uscire alle 20. Mi piacciono i calciatori responsabili, che sentano il senso di esperienza e che siano affidabili. Non mi piacciono gli inaffidabili. La storia del Milan impone di fare risultati importanti. Respiro questa responsabilità e devono farlo anche i giocatori. I tifosi devono raccogliere il frutto di questo lavoro. Dobbiamo trascinarli, creando il feeling e l’unione che possono portare oltre”.

Boban: “Abbiamo grande sintonia con Marco, ci ha indicato dei profili e sappiamo che gioco vuole fare. Lavoriamo tantissimo tutti. Maldini ha tutto sotto controllo, Ricky conosce tutto e tutti. Di calciatori penso di capirne. Giampaolo non ha chiesto troppo, ovviamente vogliamo tutti più qualità”.

Giampaolo: “Ringrazio Ferrero, mi ha messo in condizione di fare bene il mio lavoro e mi ha dato la possibilità di venire al Milan. Praet lo stimo, non so se diventerà un giocatore in più nel Milan visto che abbiamo già quattro mezzali. Ora Praet non è del Milan, siamo coperti e poi non so cosa succederà. André Silva e Cutrone sono calciatori diversi, dovrò valutarli assieme agli altri giocatori. Sono di livello, devo capire chi è più funzionale. E’ bello poter scegliere, il brutto è quando non puoi scegliere”.

Giampaolo: “Per Theo Hernandez il club ha fatto una ricerca importante, ha grande potenziale e mi hanno chiamato apposta per far crescere giovani di qualità. Sono curioso di conoscerlo, perché si porta dietro un’ambizione di poter diventare uno dei migliori nel suo ruolo. Ha caratteristiche più simili a Laxalt che a Rodriguez, dovremo pensare a come muoverci lì”.

Maldini: “Sacchi ha sempre sponsorizzato Marco, ne ha sempre parlato bene, come un suo erede”.

Giampaolo: “Quando sei stimato hai grandi responsabilità e non devi tradire la fiducia. Fanno piacere le parole di Sacchi. Non ho paura di niente, solo di fare tardi in allenamento domani”.

Giampaolo: “A livello di mercato traccio profili e poi ci pensa il club, lavoriamo in grande sintonia. Ci sono calciatori che con le loro qualità rendono più bella l’idea. I giocatori forti sanno rendere anche migliori le proposte degli allenatori. Con Sarri c’è amicizia, ci sentiamo spesso e abbiamo fatto delle cene assieme perché viene in vacanza vicino a casa mia. E’ un esempio di uno che ha sofferto, ha studiato, ha vinto tramite sacrificio e passione. Gli devo molto, suggerì il mio nome alla dirigenza dell’Empoli. Siamo cresciuti rubandoci anche alcune idee”.

Giampaolo: “Suso è un calciatore di qualità, mi piace. Ha dribbling e soluzioni offensive. Non mi fossilizzerò sul modulo ma sulle caratteristiche dei calciatori. Suso lo valuterò per farlo rendere nella posizione migliore”.

Giampaolo: “Non c’è rivincita, sono rimasto deluso dalle esperienze negative ma non ho mai mollato. Ho studiato, mi sono sempre aggiornato perché non si smette mai di imparare. Ho passione per il mio lavoro ed essa mi ha portato qui, spero di rimanerci a lungo”.

Giampaolo: “Parlare di obiettivo finale senza costruire step non ha senso. E’ chiaro che si guarderà verso l’obiettivo finale, ma devo costruire tutto tramite step di lavoro. Non mi piace parlare di singoli, ma di tutto il collettivo. Il Milan al di sopra degli interessi individuali. La differenza la fa il gruppo, non ci sono prime donne ma giocatori che devono mettersi al servizio della squadra”.

Giampaolo: “Domani dovrò entrare dentro la pancia del Milan, capendo con chi ho a che fare. Non partirò dal modulo, ma dalle caratteristiche dei giocatori. Sicuramente giocheremo a quattro dietro, poi per il resto vedremo come ci schiereremo a livello di modulo”.

Giampaolo: “Voglio conoscere fino in fondo gli attuali giocatori in rosa. Mi spiace di non disporre subito di Kessie, Cutrone, Paquetà, Caldara, Bonaventura e Laxalt. Voglio capire bene chi potrà essere funzionale alle nostre idee, servirà un periodo di riflessione. Iniziamo con un numero di calciatori abbastanza ridotto”.

Giampaolo: “Sappiamo che ci vuole del tempo. Il Milan ha tanti giocatori giovani e a questo gruppo bisognerà trasmettere le ambizioni. Serve un esercizio di mentalità, va trasferita mentalità vincente. Paolo e Zvone hanno esperienza fa vendere, sono sicuro che contribuiranno. Allenare il Milan non è una cosa che capita ogni giorno, devi rispettare la storia e avere ambizioni. Dobbiamo costruire una squadra senza paura, sono fiducioso e voglio capire i giocatori. E’ una bella sfida, ho grande entusiasmo”.

Massara: “Bello ritrovare Marco e farlo al Milan. Lui già in campo disegnava le geometrie di squadra, era già allenatore da giocatore. Sarà bello lavorare insieme per riportare il Milan dove deve stare”.

Giampaolo: “Non si può giocare bene senza calciatori di qualità, nessun allenatore può farlo. La qualità rende un gruppo di giocatori in sintonia tra loro, suonano lo stesso spartito. Il Milan ha diversi giocatori con questa caratteristica. Pensavo che il Milan potesse essere la sorpresa del campionato nella passata stagione. Credevo che la squadra potesse ambire ai posti più alti. Ho sempre pensato che ci fossero giocatori capaci di ascoltare quel tipo di musica. Sceglieremo calciatori per portare avanti le nostre idee”.

Giampaolo: “Testa alta e giocare a calcio è il mio slogan. Non distinguo tra titolari e riserve, mi piacciono i giocatori motivati e affidabili. Quelli che vogliono scrivere qualcosa di importante. Il progetto è offrire un calcio apprezzabile, uno spettacolo che deve essere sostenuto dai risultati. Non parto dall’obiettivo finale, che deve essere quello di giocarsi qualcosa di importante. Dobbiamo programmare un passo alla volta. Il mio primo pensiero è a domani, dovrò capire cosa pensano i giocatori e che ambizioni hanno. Dovremo mettere in atto un progetto di gioco, una mentalità. L’insieme dei particolari determinerà una visione”.

Giampaolo: “Ringrazio i dirigenti per la fiducia. Il Milan rappresenta senso di appartenenza a riconoscibilità di gioco. Il Milan ha sempre fatto risultato facendo gioco e avendo un’identità. Le grandi squadre devono avere identità. Il percorso è lungo, ho in mente tanto lavoro da fare. Vogliamo essere riconoscibili, i giocatori devono riconoscersi in quello che fanno e i tifosi devono avere senso di appartenenza”.

Giampaolo: “Ero in barca, Paolo mi ha chiamato per parlare e sono arrivato a Milano col primo aereo. Io cinque anni fa per ripartire sono andato in Serie C, accettando una sfida che poteva chiudere la mia carriera. Ho avuto coraggio e pazzia, nutrivo rabbia e risentimento, volevo tornare in Serie A. Cinque anni dopo la chiamata di Maldini e del Milan mi ha reso felice. Sono felice, mi sento pronto per questa sfida”.

Giampaolo: “Sono felice e motivatissimo nell’allenare il Milan, una società gloriosa con una storia importante. E’ una grande opportunità. Penso che attraverso lavoro e sacrificio io abbia meritato questa chance e ora devo ulteriormente meritarla sul campo. Non c’è mai una fine a un percorso, che è stato di alti e bassi per quanto mi riguarda. Il club mi ha detto che diffida di chi non ha mai sbagliato, ciò mi ha fatto piacere. Si impara anche dagli errori. Sono motivato per questa sfida, ci sono arrivato al momento giusto”.

Maldini: “Io sarò sempre grato a Leonardo per l’occasione, però ora qui parliamo del futuro. Con Boban e Massara vogliamo tornare competitivi più presto possibile. La scelta su Giampaolo è stata condivisa da tutti”.

Boban: “Grazie a tutti, siamo contenti di avere Giampaolo con noi. E’ stata una scelta facile e logica. Da anni sappiamo che offre qualcosa di diverso, un concetto di gioco che rispecchia la storia del Milan e che San Siro vuole, che i tifosi vogliono. Ovviamente vogliamo anche fare risultati, siamo certi che con lui siamo sulla strada giusta per tornare dove il Milan deve stare. Il Milan è il Milan. Io sono felice di essere nel mio club. Quando Paolo mi ha chiamato ci ho pensato poco. Il primo tema è stato l’allenatore. Uno che ho indicato subito è Giampaolo e anche Maldini lo aveva in testa. Gazidis era d’accordo, c’è stata unanimità. Marco ha tanto sapere calcistico”.

17.00 – Ormai ci siamo. Sono tutti pronti per l’inizio della conferenza in sala stampa. Presenti in sala pure il presidente Scaroni e l’amministratore delegato Gazidis.

16.30 – Manca solo mezz’ora all’inizio della conferenza stampa. Con Giampaolo anche Paolo Maldini, Zvonimir Boban e Frederic Massara.

16.00 – Segui con noi la presentazione di Giampaolo! Appuntamento fra un’ora nella sala stampa di Casa Milan.

Ci siamo, il grande giorno è arrivato. Marco Giampaolo si presenta al Milan in conferenza stampa stampa, nella sala della sede di via Aldo Rossi. Il tecnico risponderà alle domande dei giornalisti presenti. Al suo fianco anche Paolo Maldini e Zvonimir Boban.

Sarà un’occasione per spiegare il suo progetto e le sue idee. Per lui questa è la prima grande opportunità in carriera e non vuole sbagliare. Ieri è stato a Milanello insieme al suo staff per prendere confidenza col nuovo ambiente di lavoro.

Da domani si riparte e noi di MilanLive.it seguiremo gli allenamenti e vi racconteremo ciò che succederà. Si comincia oggi con la presentazione del nuovo allenatore. Vedremo se ci sarà modo anche di parlare di calciomercato, argomento tanto caro ai tifosi ma non solo. Finora sono arrivati Rade Krunic e Theo Hernandez, in attesa di formalizzare Ismael Bennacer.

Giampaolo al Milan, dall’idea all’ufficialità

Dopo l’ultima partita di campionato contro la SPAL, Gennaro Gattuso decide di dare le sue dimissioni. Troppo grandi le divergenze di vedute con Ivan Gazidis, che punta su un Milan giovane e di prospettiva. Paolo Maldini prende in mano la situazione con il ruolo da direttore sportivo, mentre Leonardo saluta per il Paris Saint-Germain.

Piace Simone Inzaghi, ma Claudio Lotito lo blinda. L’ex capitano va dritto su Giampaolo, profilo coerente con il nuovo corso. I due si incontrano in barca, poi qualche settimana dopo a Milano insieme anche agli altri dirigenti.

Il 19 giugno la tanta attesa ufficialità. “Ho lavorato sodo per ottenere questa chance, per me il Milan è una grandissima opportunità“, dirà il tecnico nella sua prima intervista tre giorni dopo.

 

Redazione MilanLive.it