L’analisi del pareggio per 2-2 di ieri a Cardiff tra Milan e Manchester United, sfida che ha mostrato progressi importanti in casa rossonera

Milan-Man Utd
Il Milan esulta (©Getty Images)

Tanti gli spunti di riflessione e le analisi che si possono condurre dopo il 2-2 di ieri sera a Cardiff, nell’amichevole tra Milan e Manchester United che ha chiuso l’esperienza estiva delle due compagini per la ICC 2019.

Ma vanno sottolineati in particolare i progressi della banda di Marco Giampaolo, abile a strappare il pareggio contro una squadra di livello internazionale e che la prossima settimana incomincerà il proprio campionato. Una prestazione concreta e brillante, con interessanti accenni di quello che dovrà essere il gioco e l’atteggiamento del Milan in futuro.

Milan-Manchester United 2-2: l’analisi del match

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport il Milan, schierato ancora con il 4-3-1-2, ha sofferto i primi venti minuti di gioco le accelerazioni dello United, aggressivo e bravo a ripartire negli spazi aperti. Da qui è nato il vantaggio di Marcus Rashford, che ha approfittato della giornata non brillante del duo Calabria-Musacchio.

Il Milan però ha reagito, ha mostrato orgoglio e consapevolezza dei propri mezzi, ha alzato il baricentro e Jesus Suso (migliore in campo) ha preso la squadra per mano: gol del pareggio con un tiro a giro e raddoppio a inizio ripresa propiziato sempre da un cross dello spagnolo, deviato in autorete da Lindelof.

Lo United, orgoglioso e cinico, nel miglior momento del Milan ha rimesso a posto il risultato trovando il pari definitivo con Lingard, per poi vincere ai calci di rigore per l’errore di Daniel Maldini, ma ciò che resta è una prova matura e ben svolta dai rossoneri, che devono curare i soliti difetti di attenzione e di baricentro, ma sono stati in grado per almeno 2/3 di gara di mettere sotto un Manchester tutt’altro che arrendevole. Gioco, grinta, capacità di reazione: per adesso può andar bene così.

ICC 2019, Manchester United-Milan 2-2 (5-4 d.c.r.): tabellino, voti e pagelle