Il calciomercato estivo del Milan è complicato dalle difficoltà ad effettuare cessioni. Ci sono giocatori presi da Mirabelli e Leonardo difficili da vendere.

Marco Fassone Massimiliano Mirabelli
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli (©Getty Images)

Le idee per rinforzare il Milan non mancano a Paolo Maldini, Frederic Massara e Zvonimir Boban. Ma i tre dirigenti devono anche fare i conti con il bilancio, pesantemente in passivo nelle scorse stagioni e da mantenere più in equilibrio possibile.

Pertanto, per effettuare operazioni in entrata, le cessioni sono fondamentali. Senza vendere Patrick Cutrone al Wolverhampton, il Milan non avrebbe potuto prendere Rafael Leao dal Lille ad esempio. Proprio ai francesi è stato ceduto il giovane Tiago Djalò per 5 milioni di euro. Senza dimenticare che, con gli addii di alcuni giocatori in scadenza di contratto e di un Tiemoué Bakayoko non riscattato, il club ha potuto anche fare dei risparmi sul monte ingaggi.

Milan, cessioni complicate: gli errori di Mirabelli e Leonardo

Il Milan ad oggi ha effettuato cinque acquisti tutti a titolo definitivo e senza sconvolgere il bilancio. Ma per completare la campagna di rafforzamento della squadra affidata a Marco Giampaolo, diventa fondamentale effettuare delle cessioni. Cessioni che, tuttavia, sono molto difficili per diversi motivi.

Oggi il quotidiano Tuttosport spiega che il Milan sta scontando un po’ le scelte sbagliate fatte nel calciomercato estivo 2017, quando Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli fecero una campagna acquisti molto dispendiosa. Oltre ad appesantire molto il bilancio, dal punto di viste tecnico gli affari conclusi non hanno portato i risultati aspettati. Ci sono giocatori che si sono rivelati non all’altezza, tra questi alcuni sono già andati via e altri invece risultano difficilmente vendibili ora.

Un esempio eclatante è André Silva, pagato la bellezza di 34,6 milioni di euro e rivelatosi certamente uno dei cosiddetti “strapagati”, visto che il centravanti portoghese ha faticato sia nella sua prima esperienza al Milan che poi in prestito al Siviglia. Stava per andare al Monaco per circa 30 milioni, bonus compresi, ma i monegaschi all’ultimo hanno fatto saltare tutto e oggi è difficile piazzare il giocatore. Il residuo a bilancio è di 20,8 milioni e la dirigenza non vuole fare una minusvalenza: vuole almeno 25 milioni, che nessuno offre oggi.

Nelle amichevoli si è ritagliato spazio e sembra che Marco Giampaolo creda in lui, però anche Lucas Biglia col suo ingaggio da 3,5 milioni netti annui e con un valore a bilancio di 6,3 milioni (pagato circa 19 milioni nel 2017) è risultato difficile da cedere. Infatti, salvo sorprese, il 33enne argentino rimarrà fino alla scadenza del contratto fissata per giugno 2020. Pepe Reina è un elemento utile per lo spogliatoio, però è un sostituto e prende il medesimo stipendio di Biglia. Elevato anche l’ingaggio di Ivan Strinic, che percepisce 2,5 milioni netti annui, stessa cifra di Fabio Borini.

Il Milan fa difficoltà a vendere anche elementi come Ricardo Rodriguez e Hakan Calhanoglu, che prima di approdare in Italia avevano più mercato. Tuttosport mette in evidenza che anche Leonardo ha delle responsabilità. Infatti, giocatori da lui presi come Diego Laxalt e Samuel Castillejo sono difficili da sistemare a prezzi non sconvenienti per il bilancio rossonero. Paolo Maldini, Frederic Massara e Zvonimir Boban sono ostacolati nel loro operato da alcune scelte sbagliate del passato. Comunque lavorano per trovare soluzioni.

Gazzetta – Sprint Milan: Laxalt-Silva via, poi sconto per Correa