Il presidente Paolo Scaroni spiega cosa deve fare il Milan per tornare al top. Servono risultati sportivi ed economici, ma anche tempo per attuare il progetto.

Paolo Scaroni
Paolo Scaroni (©Getty Images)

Paolo Scaroni nella giornata di oggi è stato protagonista al meeting di Rimini durante il confronto sul tema ‘Storie di manager, storie di uomini e di donnè insieme a Clara Gaymard co-fondatrice di Raise.

Il noto manager italiano è anche presidente del Milan e ha avuto modo di parlare anche del club rossonero. Queste le sue parole: «Non vorrei sembrare venale, ma è tutta questione di soldi. Perché il Milan non va bene? Noi fatturiamo 200 milioni di euro e il Real Madrid 700. Ciò vuol dire che loro possono comprare giocatori migliori e pagarli di più».

Scaroni prosegue il proprio discorso spiegando cosa fare per rilanciare il Diavolo ad alti livelli: «Quando uno fattura 200 deve chiedersi come farà a fatturare magari un miliardo per acquistare giocatori più forti e poterli pagare tanto. Ha davanti a sé due montagne da scalare contemporaneamente. Una è quella dei risultati sportivi, se perdi non vai da nessuna parte. La seconda è quella dei risultati economici: devi avere un nuovo stadio, cercare nuovi sponsor, vendere i diritti TV meglio che puoi e devi andare a prendere anche la tua fanbase nel mondo cercando di renderla ricettiva ai tuoi prodotti per aumentare il fatturato».

Il numero 1 del Milan espone le differenze rispetto alla Juventus e l’importanza di tornare a vincere per non perdere tifosi: «Il Milan nel mondo la Juventus non la vede nemmeno. Il Milan è una squadra mondiale per aver vinto sette Champions League, invece la Juventus è una squadra italiana perché ha vinto tanti Scudetti e comunque tanto di cappello per essere stati bravi a farlo. Dobbiamo riuscire a vendere i nostri prodotti a chi vive in Indonesia, in Thailandia, in Brasile e così via. Ma se non vinci più Champions, quei tifosi non li hai più poi. Stiamo cercando di scalare le due montagne».

Infine Scaroni ricorda che c’è il Financial Fair Play da tenere conto e che pertanto la proprietà Elliott Management Corporation non può spendere senza limiti: «Vedo che c’è chi non sa cosa sia il Financial Fair Play. Il mecenate che mette un miliardo e compra giocatori non è più possibile. Li puoi prendere solamente se fai profitti, non è facile questa è la sfida che abbiamo davanti a noi».

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