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CorSera – Dubbi sul Milan: ringiovanimento eccessivo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29

Milan, opera di ringiovanimento eccessiva ed esasperata: è quanto evidenzia il CorSera nell’analisi di oggi. Il Diavolo, probabilmente, non ne esce rinforzato e parte dietro per il 4° posto

Boban Gazidis
Zvonimir Boban e Ivan Gazidis (foto acmilan.com)

Un Milan under 25, detto e fatto. Subito via al progetto di Elliott Management Corporation. Un Diavolo giovane, talentuoso e sostenibile sotto il profilo finanziario. E che sarebbe stata una ricostruzione lunga e complessa, non lo ha mai nascosto nessuno.

Ma probabilmente – evidenzia il Corriere della Sera oggi in edicola – forse si è andati troppo oltre. Ossia si è ripartiti davvero da zero, eccessivamente, e ora il Milan è un’incognita al pari di quanto non lo fosse già quest’estate prima della sessione estiva.

Ad ammettere che in fondo andava fatto qualcosa di diverso è stato, del resto, è stato proprio lo stesso Zvonimir Boban a mercato chiuso una settimana fa: “Bene i giovani, ma forse qualche elemento esperto dovevamo prenderlo”.

Milan fin troppo giovane e non rinforzato?

Gli errori, quindi, non sono mancati di certo. Fossilizzarsi su Angel Correa per mesi e mesi non ha aiutato, e considerando anche l’epilogo amaro, sarebbe stato più saggio sfilarsi prima e lavorare a un vero piano B, senza arrivare all’ultima giornata prendendo a sorpresa Ante Rebic in prestito.

Sì al restyling e al ringiovanimento della rosa, ma quest’opera di rinnovamento – evidenzia ancora il quotidiano – è apparsa estrema, assoluta e quasi esasperata. E l’impressione – si legge – è che questo Milan non sia al momento competitivo per un posto in Champions League. Il che non significa che non lo possa diventare, ma al momento Roma e Lazio partono davanti.

L’età media, ricordiamolo, non supera i 25 anni d’età. Assolutamente un bene se si deve costruire e progettare, meno se hai l’obbligo di centrare subito un obiettivo complicato. E la striminzita vittoria contro il Brescia ha cicatrizzato solo in parte la ferita aperta dell’esordio a Udine.

La crisi di Krzysztof Piatek, poi, diffonde un’ulteriore dose di inquietudine per un Milan che deve fare i conti anche con l’inevitabile paragone con un’Inter, sempre più forte e sempre più lontana.

Nessuna maledizione alle spalle: la verità è che il 24enne deve ancora crescere. E lo stesso vale per l’ottimo Ismael Bennacer, per Theo Hernandez, Rafael Leão e Lucas Paquetá. Ragazzi dalle qualità indiscutibili, ma che ad alto livello devono ancora dimostrare molto, se non tutto, così come il loro allenatore.

Servirà tempo e pazienza quindi. Per tutti. Anche se in fondo il Milan non ne ha, perché un altro anno senza Champions sarebbe catastrofico sul piano economico.

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