Metamorfosi Milan, si va dritto verso il vecchio 4-3-3. Marco Giampaolo opta per il vecchio tridente ridisegnando nuove gerarchie. 

Ante Rebic
Ante Rebic (foto acmilan.com)

Milan, si va dritti verso il 4-3-3. Come infatti riferisce La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, è questa la direzione che il  Diavolo sta percorrendo dopo i primi 180 minuti di campionato.

Dopo due partite con più ombre che luci, Marco Giampaolo è pronto a ridisegnare tutto. Così quel 4-3-1-2 di Udine, presto diventato un po’ più ibrido col Brescia, è destinato ad assumere la forma definitiva col vecchio modulo gattusiano.

Quindi ritorna il tridente lì davanti, con Ante Rebic pronto a un ruolo da primo attore. Ma la concorrenza di certo non mancherà e sarà abbondante: da Samuel Castillejo ad Hakan Calhanoglu, passando anche per Giacomo Bonaventura e per Rafael Leão.

Ma se Rebic e compagni sono destinati a sgomitare a sinistra, ben diversa – evidenzia il quotidiano – è la situazione sul lato opposto. Perché il ritorno al tridente fa felice in primis Suso, il quale si riapproprierà della sua zona madre diventando l’unico vero punto fermo dell’intero fronte offensivo.

Perché tutti gli altri, per un motivo o per un altro, al momento non possono offrire grandi certezze. Da chi si è da tempo inceppato stile Krzysztof Piatek, chi non è stato altro che un esperimento come Castillejo, o chi non è ritenuto ancora pronto come Leão o è arrivato da pochissimo come Rebic.

Ma lo spagnolo invece sì: nella sua zona di competenza e senza acciacchi fisici, è una garanzia assoluta. L’ottima prestazione di San Siro, con tanto di assist per Hakan Calhanoglu, ne è stata la grande conferma.

Ma col ritorno al 4-3-3 anche il croato sarà centrale nel nuovo progetto targato Elliott. Per una questione di tempo difficilmente debutterà a Verona dal primissimo minuto, ma potrebbe tranquillamente subentrare a gara in corso. Suso, Piatek, Rebic: sarà questo l’attacco titolare del nuovo Milan. Ora, al massimo, è solo questione di tempo.

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