Home Milan News Bellinazzo: “Milan, nessun rischio fallimento. Stadio? Un affare per Elliott”

Bellinazzo: “Milan, nessun rischio fallimento. Stadio? Un affare per Elliott”

L’esperto di calcio e finanza ha detto la sua sul futuro del club rossonero e soprattutto in merito ai problemi relativi al bilancio.

Boban Gazidis
Zvonimir Boban e Ivan Gazidis (foto acmilan.com)

Fa molto discutere il dato fuoriuscito dallo studio del bilancio Milan degli ultimi anni: un rosso complessivo di ben 146 milioni di euro che potrebbe mettere a rischio la gestione del club.

Per capire meglio lo stato attuale dei conti rossoneri, l’emittente Radio 24 ha interpellato Marco Bellinazzo, giornalista tra i maggiori esperti di calcio e finanza in Italia.

Bellinazzo ha subito spiegato i motivi di un ‘rosso’ così consistente, che spaventa non poco i tifosi milanisti: “Certi numeri erano già attesi da tempo, dopo il -126 milioni dell’era cinese. Il tutto è frutto di uno squilibrio di gestione, tra entrate e uscite: il Milan ha pochi ricavi mentre è aumentato il monte-ingaggi, volontà del club di rendere più competitiva la rosa”.

Bilancio Milan: l’esperto tranquillizza i tifosi rossoneri

L’esperto però si sente di tranquillizzare tutti: “Fallimento? Gazidis ha evocato questa possibilità, ma solo in tempi passati. Il Milan non rischia nulla, avendo una proprietà forte alle spalle. Però Elliott Management non può solo spendere, ha bisogno di un programma di ‘settlement agreement‘ per pianificare i prossimi 2-3 anni, e ovviamente urge tornare in Europa”.

Bellinazzo è poi critico con l’UEFA: “Ai club italiani non sono mai stati fatti sconti sul Fair Play Finanziario, benché meno al Milan che ha pagato con l’esclusione dall’Europa League. L’Italia e la FIGC devono fare qualcosa, devono proteggere brand internazionali come quello rossonero”.

Infine il tema del nuovo stadio di Milano: “La costruzione di un nuovo impianto non graverebbe sui conti del Milan, bensì sarebbe un costo per Elliott; un investimento positivo per loro, che in questo modo potrebbero rivendere le quote tra 2-3 anni ad almeno 700 milioni di euro”.

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