Doppio San Siro: scenario e piano B di Milan e Inter 

Milan e Inter: sì al nuovo San Siro ma con condizionale. Ecco i paletti imposti dal Consiglio Comunale, le reazioni dei club e soprattutto il piano B sullo sfondo ribadito ieri dal presidente Paolo Scaroni. 

Stadio San Siro Giuseppe Meazza
San Siro (©Getty Images)

Sì al nuovo San Siro, ma con una serie di paletti da rispettare per Milan e Inter. Uno in particolare: la preservazione dell’attuale stadio. No all’abbattimento quindi. Piuttosto “deve essere prevista una proposta specifica in merito alla rifunzionalizzazione del manufatto esistente”, come si legge nel documento approvato con 27 voti favorevoli, 11 contratti e 7 astenuti.

Come riferisce La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, in totale sono 16 le condizioni fissate dal Consiglio comunale. A questo punto la palla passa alla Giunta di Palazzo Marino, la quale dovrà dare il sì ufficiale al pubblico interesse, purché si consideri “come decisivo e imprescindibile il realizzarsi delle condizioni” approvate ieri.

I club si aspettavano il sì condizionato, ed è per questo motivo già da qualche settimana stanno lavorando a un San Siro alternativo rispetto a quanto mostrato nei progetti di Sportium-Cmr e di Populous. Anche perché le indicazioni sul mantenimento del Meazza non sono troppo specifiche o rigide, e quindi una  soluzione favorevole non dovrebbe essere complicata da raggiungere.

La certezza, quindi, è ci sarà un doppio San Siro. Ora tocca alle società lavorare insieme al Comune per capire in che modo l’impianto di oggi potrà restare in piedi e soprattutto con quale funzione, se solo sportiva o anche commerciale.

L’amministrazione si è cautelata. Le altre limitazioni riguardano infatti la minimalizzazione dell’impatto ambientale, l’incremento del verde pubblico, la riduzione delle cubature e il rafforzamento della vocazione sportiva dell’area. Ma non solo: oltre al riconoscimento in capo al Comune della guida del progetto, è stata chiesta la riduzione della durata della concessione e ulteriori forme di garanzia in caso di cambio di proprietà di Milan e Inter.

“C’è un piano B, sempre insieme con l’Inter per dividere sforzi e costi”, ha riferito ieri il presidente milanista Paolo Scaroni. Come rivela la rosea, l’alternativa resta Sesto San Giovanni. La possibilità che si dirotti in quella zona infatti esiste davvero, anche se al momento resta defilata.

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