Milan, Kessie-Rebic i sacrificati per far spazio a Ibrahimovic

Milan, è Zlatan Ibrahimovic il grande sogno per gennaio: con un Krzysztof Piatek sempre più in ginocchio, il Diavolo punta sullo svedese. Designati già i possibili sacrificati. 

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (©Getty Images)

Milan, l’obiettivo è Zlatan Ibrahimovic. Come riferisce Tuttosport oggi in edicola, è pronta  cambiare le regole stabilite. Convinti che sia forse l’unica possibilità per provare a salvare la stagione, il club è pronto a derogare dalla filosofia degli under 23 e puntare su un 38enne.

E’ anche la crisi imbarazzante di Krzysztof Piatek che lo impone. Ormai ancorato a una stagione maledetta, il polacco ha fatto tremendamente fatica anche contro quel Napoli ‘portafortuna’ per lui. Il 24enne – evidenzia Ts – è stato così imbarazzante anche anche i tifosi lo hanno abbandonato, fischiandolo senza pietà al momento della sostituzione.

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L’arrivo di Ibra, inoltre, avrebbe una duplica funzione per Piatek: rendere chiaro che il tempo per lui sta scadendo nonostante i 30 goal della passata stagione, ma sarebbe al contempo anche un ultimissimo tentativo per provare a salvarlo. Ovvero affiancandogli un giocatore capace di inventarsi qualsiasi tipo di asssist, bomber e assist-man all’occorrenza.

Il problema, semmai, subentrerebbe poi col modulo: abbracciata la causa del 4-3-3, Stefano Pioli sarebbe poi chiamato a rimischiare le carte per comporre il tandem tra i due centravanti. Nel frattempo – riferisce il quotidiano – ci sono già degli elementi pronti ad essere sacrificati per il ritorno del campione scandinavo.

Sia per rientrare, almeno in parte, dall’ingaggio che dovrà essere riconosciuto al talento di Malmo, sia per un equilibrio dello stesso spogliatoio. Perché certe indolenze, tipo distrarsi col cellulare in un pre partita importante, rischierebbero infatti di creare subito tensioni col sergente scandinavo. Ecco perché Frank Kessie e Ante Rebic sono gli indiziati principali per far spazio a Ibrahimovic, anche perché si incrociano i discorsi economici, tecnici e comportamentali.

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