Ibrahimovic, no a Cina e Premier: i segnali dicono Milan

Zlatan Ibrahimovic, decisione in arrivo. Dopo l’annuncio di un ritorno in Italia, bisogna solo capire quale squadra ha scelto tra Milan, Napoli e Bologna. Ma c’è già un indizio… 

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (©Getty Images)

Ecco Zlatan Ibrahimovic. Non è un verdetto finale ma quasi. Quanto meno la certezza è che tornerà in Italia e non dirotterà altrove. Milan, Napoli o Bologna: ora resta solo trovare la casella giusta, anche se c’è già una forte sensazione in merito.

Ibra, il quale ama stupire e tenere tutti sulle spine, si è espresso così ai microfoni di GQ Italia: “Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che è in cerca di una sfida contro tutti. Solo così riuscirò a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora. Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare. Anche negli interessi della mia famiglia. Ci vediamo presto in Italia”. 

Ibrahimovic ha scelto il Milan?

Come riferisce il Corriere della Sera oggi in edicola, scartate le lusinghe milionarie della Cina e la tentazione Premier, Ibra alla fine ha scelto il Bel Paese. E dalle indicazioni che concede non è difficile immaginare un ritorno al Milan. Del resto l’offerta sul piatto c’è e Paolo Maldini e Zvonimir Boban sono convinti di aver presentato una proposta adeguata, considerando l’età e i due anni trascorsi in un campionato lontano dai veri palcoscenici.

Probabilmente si sarebbero aspettati un sì definitivo già in queste ore, ma l’apertura attraverso il magazine appare comunque incoraggiante. Il 38enne svedese ha poi commentato la sua esperienza negli Stati Uniti: “Sono molto contento di aver fatto questa esperienza a Los Angeles, anche perché dopo l’infortunio molti dicevano che non sarei più stato in grado di giocare, invece ho dimostrato che posso ancora fare la differenza. A livello tecnico e tattico devono ancora crescere. Corrono, ma non sono abituati a giocare con i piedi, perché in tutti i loro sport tradizionali usano le mani”.

Ibrahimovic ha poi già le idee chiare sul tema razzismo, una vecchia piaga italiana: “Mettere la maglia “No al razzismo” è bello, ma non risolve il problema. Meglio togliere tre punti, sospendere la partita e perdere l’incasso, così rischi di andare in serie B. Devi essere severo, la gente non capisce fino a quando non paga le conseguenze. Quando ero in Italia mi gridavano “zingaro!”. È razzismo anche quello, è ignoranza, anche se poi quando mi vedono fuori dallo stadio mi fanno i complimenti e vogliono farsi una foto con me”.

L’annuncio di Ibrahimovic: “Italia, a presto. Andrò in una squadra storica”