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Caos Milan: Elliott furioso, la dirigenza finisce sotto esame 

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:29

Tonfo Milan e caos all’interno del club: Elliott furioso per l’umiliazione di Bergamo, ora la dirigenza finisce sotto esame in vista del nuovo anno.  

Gianluigi Donnarumma Atalanta-Milan
Gianluigi Donnarumma in Atalanta-Milan (©Getty Images)

Un tonfo vergognoso. Un disastro totale. Il Milan è un inferno totale e senza uscita. Una squadra in frantumi, una società divisa in fazioni infuocate e una proprietà a un oceano di distanza.

Il primo a metterci la faccia dopo l’umiliazione di Bergamo è Zvonimir Boban: “Un disastro, una partita imbarazzante. Vogliamo restituire ai nostro tifosi una vita sportiva ‘normale’ perché così non lo è, ma le scuse sarebbero patetiche come patetica è stata la sconfitta. Scusarsi è ancora più offensivo verso i nostri tifosi che devono comunque sapere che soffriamo quanto loro”.

Come riferisce La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, per il Cfo rossonero non è sull’allenatore che bisogna nuovamente intervenire. Piuttosto ora occorrono rinforzi per migliorare il livello tecnico e carismatico della squadra. Il problema però è sempre lo stesso: la società non può sostenere certe spese. E così il circolo vizioso va a oltranza.

Ma per la proprietà la responsabilità di tale situazione è anche degli uomini di mercato, ai quali va un voto insufficiente per l’operato estivo. Della campagna rinforzi, del resto, solo Theo Hernandez si è valorizzato davvero a dovere rispetto ai vari Léo Duarte, Ismael Bennacer, Rude Krunic e Ante Rebic. Inoltre si è deciso di puntare su Marco Giampaolo per poi esonerarlo dopo sette giornate.

Così la squadra dei dirigenti – evidenzia la rosea – ora finisce pesantemente sotto esame, anche dai piani alti di Elliott Management Corporation divampa in modo palpabile la furia aziendale. Ora una valutazione ancora più ampia attende la proprietà: vendere o non vendere un club capace di deprezzarsi anche rispetto alla gestione cinese? Non è certo esente da responsabilità anche lo stesso Stefano Pioli, il quale chiude il 2019 con un bottino di 12 punti in 10 partite. E’ il fallimento di tutti.

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