CorSera – Paquetá, è un ammutinamento: c’è il sospetto di una strategia 

Milan e il caso Paquetá: il sospetto è di una strategia creata ad arte. Come riferisce il CorSera, potrebbe muoversi qualcun altro dietro il brasiliano. 

Lucas Paquetà cessione Milan
Lucas Paquetà (©Getty Images)

Lucas Paquetá non sarebbe una vittima sofferente, ma la pedina di una grande strategia creata ad arte per la cessione. Come infatti riferisce il Corriere della Sera oggi in edicola, è normale intravedere una forzatura dietro all’atteggiamento del giocatore. Una chiara strategia architettata ad hoc da qualcun altro per spingere il Milan a cederlo.

Quello del brasiliano – evidenzia il quotidiano – è infatti un vero e proprio ammutinamento. Non ci sono altri modi per definirlo. Pure perché non esiste nessuna motivazione fisica per non prendere parte a Brescia-Milan di stasera, nessun problema reale.

Caso Paquetá: strategia creata ad arte?

Domenica scorsa ha accusato un leggero malessere dopo Milan-Udinese, vero, ma gli esami alla fine non hanno riscontrato nulla. Ma nonostante tutto, il talento carioca ieri ha chiesto espressamente di non essere convocato per la trasferta di stasera.

‘Ho la testa altrove’: come riporta il quotidiano, sarebbe stata questa, in sintesi, la sua spiegazione. Costato 35 milioni di euro più bonus, non gioca titolare dal 23 novembre e ha infilato ben sei panchine consecutive. E ora ha il terrore, fondato, di perdere il posto in Nazionale.

Un episodio clamoroso, ma qualcosa era nell’aria. Da Milanello – riferisce il CorSera – raccontano infatti di un ragazzo molto giù. E Pioli, qualche ora prima, lo aveva anche attaccato in conferenza stampa: “Deve diventare più determinante, là davanti o fai gol o lo fai fare”. Il tecnico emiliano non è uno che ama le critiche pubbliche ai suoi giocatori: se lo fa, è perché c’è qualcosa.

La questione però non è affatto semplice, perché offerte vere e proprio al momento non ce ne sono. L’unico interessato era il Paris Saint-Germain di Leonardo, ma l’ex Dt rossonero non intende andare oltre i 20-22 milioni di euro. Cifra prontamente rifiutata dalla dirigenza milanista, in quanto genererebbe una minusvalenza. Così oltre ai casi relativi a Suso e Krzysztof Piatek, la società ora dovrà tener conto anche di quest’altra situazione bollente.

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