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Rigore Calabria, per Sportmediaset ci sta: la spiegazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:34

L’episodio tanto contestato di Milan-Juventus e la moviola di Sportmediaset: perché il VAR ha concesso rigore ai bianconeri.

Milan-Juventus
Milan-Juventus (©Getty Images)

Si discuterà per giorni dell’episodio di ieri sera durante Milan-Juventus. Il fallo di mani di Davide Calabria che ha decretato rigore e pareggio dei bianconeri.

Molti nell’ambiente rossonero non sono d’accordo con la decisione dell’arbitro Valeri e dell’addetto al VAR Nasca di concedere il penalty al 90′ minuto, poi trasformato da Cristiano Ronaldo.

La redazione di Sportmediaset ha spiegato il motivo per cui sarebbe stato giusto assegnare il rigore alla Juventus. Il riferimento è ad un episodio già accaduto in questo campionato: un mani di Cerri durante Brescia-Cagliari, con l’attaccante sardo punito per un fallo di mano involontario in area.

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La differenza con Cerri

In quel caso il designatore Nicola Rizzoli ammise che era sbagliato fischiare il rigore. Cerri infatti in quella circostanza aveva saltato senza poter vedere cosa stesse accadendo alle sue spalle. Il pallone ha colpito il braccio, proteso ad allargarsi come regolare dinamica nel salto.

Un contatto involontario al 100%. Cosa che non sarebbe accaduta ieri sull’episodio Ronaldo-Calabria. Il difensore del Milan, secondo le interpretazioni odierne, sarebbe intervenuto con l’intenzione di ‘allargare’ il suo volume corporeo, come testimonia la gamba alzata sulla girata di CR7.

Il braccio di Calabria diventa dunque un ostacolo vero e proprio, quasi volontario anche se l’intento primario del numero 2 rossonero era quello di opporsi con la gamba al tiro di Ronaldo.

Per questo motivo Valeri e Nasca hanno concesso il rigore. Così come l’Associazione italiana arbitri ha appoggiato tale decisione arbitrale, promuovendo l’operato di direttore di gara e VAR. In particolare si parla di ‘attitudine‘, un termine che Rizzoli ha adoperato spesso per spiegare la differenza tra interventi di mano punibili o meno.

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