Milan, riecco i fantasmi e gli effetti di una crisi interna

Tonfo Milan a San Siro: come evidenzia La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, questa volta il tracollo è di facile lettura e addirittura anche scontato. Perché la crisi interna è ricaduta direttamente e pesantemente sul gruppo. 

Milan-Genoa
Milan-Genoa (©Getty Images)

Milan, nuovo blackout. Il Diavolo perde in casa col Genoa, frena nuovamente le proprie ambizioni europee e ripiomba nell’oscurità. Come riferisce La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, la lettura della disfatta, questa volta, è facile e praticamente scontata.

Perché i giocatori di certo non potevano non assorbire quanto accaduto negli ultimi giorni. Non si poteva pensare che non ci fossero contraccolpi col licenziamento di Zvonimir Boban, sulle voci sempre più insistenti di rivoluzione e sull’arrivo del tedesco Ralf Rangnick.

La squadra si è così smarrita, perdendo la ferocia vista nel primo tempo del derby e la tenacia apprezzata in Coppa Italia contro la Juventus. Incartato da un Genoa ordinato e corsaro al momento giusto, il Milan ha poi sprecato clamorosamente due occasioni. Prima con Zlatan Ibrahimovic, poi con Hakan Calhanoglu.

Due sprechi monumentali, nonché il segno che sarebbe stato un pomeriggio difficile. Il Genoa, dall’altra parte, ha lasciato al Milan il predominio del pallone per tutta la partita ma ha ingarbugliato le linee di passaggio dei rossoneri. Ha costretto i milanisti ad affrettare le giocate o a muoversi in modo molto più prevedibile. E ha poi colpito al momento esatto.

Nulla da fare poi con un risultato compromesso dopo 45 minuti. La rete che accorcia le distanze arriva soltanto poco oltre la mezz’ora e in modo più rabbioso che costruito. Finisce così 1-2, ma con un 2-2 non avrebbe di certo cambiato lo scenario. Il Milan non esce dal purgatorio e adesso rivede seriamente i fantasmi e il rischio di una vera nuova rivoluzione all’orizzonte.

LEGGI ANCHE: “IO AL MILAN?”. LA RISPOSTA DI RANGNICK