Papin: “Milan, prendi Cavani per il dopo Ibrahimovic”

Milan, parla l’ex rossonero Jean-Pierre Papin. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex pallone d’oro suggerisce il nome di Edinson Cavani per l’attacco e commenta le ultime vicende in rossonero. 

Jean-Pierre Papin (©Getty Images)

Milan, Jean-Pierre Papin è fiducioso per il futuro rossonero. Malgrado tutti gli incidenti di percorso e una Champions League che manca da anni, l’ex milanista, intervistato da La Gazzetta dello Sport, appare ottimista di base.

A suo avviso, per esempio, il Diavolo è davvero vicino a un primo grande salto che lo rilancerebbe man mano verso i fasti di un tempo: “Serve pazienza, ma la strada è quella giusta. Fiducia nei giovani senza spese folli. Manca poco: l’ossatura è buona e con due-tre giocatori si può fare il salto. Magari dopo questa crisi i valori di mercato si abbasseranno”.

Milan, Papin suggerisce il dopo Ibrahimovic

Papin che da francese e da ex Milan si gode il pieno exploit di Theo Hernandez: “L’ho visto a San Siro, mi ha impressionato, è uno da Milan. Ha poi tutto per essere il terzino sinistro titolare della Francia. Dipenderà da lui, ma credo che il Milan sia la squadra giusta per crescere ancora e guadagnarsi la chiamata di Deschamps. Sono sicuro che lo segue con attenzione, presto lo proverà”. 

Il 56enne poi si aggiunge al maxi partito che confermerebbe Zlatan Ibrahimovic. Ma se proprio non fosse possibile, allora il profilo giusto è proprio in Francia: “Fossi il Milan – riferisce l’ex pallone d’oro – farei uno sforzo per Cavani: avete visto quanto corre? E difende, costruisce, senza mai perdere lucidità”.

Ma se a Ibra si può in qualche modo rinunciare, non vale lo stesso per Paolo Maldini secondo Papin: “Mi dispiace per Zvone, leggo che anche Paolo potrebbe lasciare. Maldini è il Milan, non capisco come si possa pensare di ricominciare senza di lui”.

Idee chiare anche sulla panchina: “Pioli mi piace. Rangnick lo conosco poco, ma un tedesco che allena in Italia è un po’ una stranezza. Anche se Trapattoni fece il percorso inverso, e io lo seguii: mi aveva voluto lui”. 

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