Gabbiadini: “Coronavirus, vi racconto l’incubo. Serie A ormai falsata” 

Coronavirus, Manolo Gabbiadini racconta la sua esperienza. Secondo contagiato ufficiale in Serie A, l’attaccante rivive l’incubo e parla di campionato falsato in ogni caso data la situazione. 

Manolo Gabbiadini Sampdoria
Manolo Gabbiadini (Getty Images)

Coronavirus, Manolo Gabbiadini racconta la sua personalissima esperienza. Secondo contagiato ufficiale in Serie A, l’attaccante della Sampdoria ne ha parlato nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport oggi in edicola.

Coronavirus, la testimonianza di Gabbiadini

“Sto bene, ora è tutto a posto”, premette l’attaccante. L’incubo iniziato lo scorso 12 marzo, quando si è aggiunto a Daniele Rugani la cui infezione era stata annunciata appena il giorno prima: “La prima settimana ho avuto un giorno la febbre, altri 5-6 una brutta tosse, in più non sentivo gli odori e avevo un po’ di mal di schiena. Nel complesso però è stato tutto sopportabile. Neppure la seconda settimana ero al 100%, ma poi si è sistemato tutto”. 

Verità ovviamente scioccante da incassare. Una notizia che non si aspettava anche perché i sintomi stavano sparendo: “Ricordo che quando mi disse: “Purtroppo sei risultato positivo” ci sono rimasto male: ero in casa con mia moglie e i due bambini piccoli e non volevo crederci. Il primo pensiero, più che per le mie condizioni di salute, è stato per loro e un po’ di ansia l’ho avuta. Passato un giorno abbiamo metabolizzato la notizia e abbiamo cercato di conviverci”. 

Una situazione che ha poi costretto il 28enne a isolarsi all’interno dell’abitazione, con giorni e giorni di rinunce: “Dopo che mi hanno detto della mia positività, la prima settimana ho dormito da solo, isolato in una parte della casa. Mai e poi mai avrei voluto trasmettere il virus a Martina e ai bambini. All’inizio è stata dura vederli poco e non poterli abbracciare. Dalla seconda settimana con i guanti e la mascherina qualche volta ho iniziato a prenderli in braccio: non resistevo più…”. 

Per quanto riguarda invece la Serie A, Gabbiadini non ha dubbi: campionato falsato. E in ogni caso. “Riprendere dopo due mesi di stop e magari con soli 20 giorni di preparazione nelle gambe vuol dire che il campionato sarà falsato, comunque finisca. Il finale di stagione sarà un’incognita anche per noi che andremo in campo”, riferisce l’atleta bergamasco.

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