Theo Hernandez: “Riporto in alto il Milan. Ibrahimovic e Maldini fenomenali”

Intervista della Gazzetta dello Sport a Theo Hernandez, rivelazione del Milan odierno e calciatore che fa già gola a mezza Europa.

Theo Hernandez intervista Gazzetta
Theo Hernandez (©Getty Images)

L’uomo in più del Milan 2019-2020 non è Ibrahimovic. Quasi più amato ed apprezzato dello svedese è Theo Hernandez, vera e propria rivelazione stagionale.

Il terzino francese, arrivato in estate dal Real Madrid, ha conquistato tutti. Classe, velocità, potenza fisica. La sintesi del laterale moderno, che difende bene e azzanna in attacco.

Oggi la Gazzetta dello Sport ha pubblicato una maxi-intervista a Theo, che esordisce così: “Lavoro giorno per giorno per poter offrire al Milan la mia versione migliore quando si tornerà a giocare” – ammettendo la sua voglia di ritornare a calcare i campi di calcio.

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Theo Hernandez: “Sogno di riportare il Milan in alto”

Impossibile non iniziare dal lockdown forzato per via dell’emergenza Coronavirus: “È un momento difficile per tutti, l’ho preso con rassegnazione. Dobbiamo pensare soprattutto alla nostra salute e a quella delle nostre famiglie. Il tempo libero a casa non manca, non potendo uscire ho cercato di non perdere il contatto con le altre persone e con tutto ciò che mi fa stare bene. In questo senso i social sono stati utilissimi e la musica, in particolare, ha avuto un ruolo fondamentale nei momenti di isolamento”.

Sulla sua crescita con la maglia del Milan: “È stato un anno molto importante per me. Mi sono adattato molto rapidamente a un nuovo campionato e alla pressione di un grande club. La fiducia dello staff tecnico, l’aiuto dei compagni e l’affetto che i nostri tifosi mi danno sono fondamentali. Pioli? La sua fiducia è stata decisiva”.

I suoi numeri offensivi sono già pazzeschi: “Da subito ho avuto la sensazione di essermi adattato completamente a tutto ciò che avevo intorno. Penso alla squadra nel suo insieme, ai miei compagni dentro e fuori dal campo, la città, la cultura di un nuovo Paese, la filosofia del club e lo svago. Tutti questi fattori messi insieme hanno favorito il miglioramento dei miei numeri. Futuro da attaccante? Vedremo, sono ancora giovane”.

Sul rapporto con Zlatan Ibrahimovic: “Stare a contatto con Zlatan è un dono, un’opportunità per migliorare insieme a uno dei migliori giocatori al mondo”.

Sulla chiamata di Paolo Maldini: “È sempre stato un riferimento per me. Tutti quanti vorrebbero specchiarsi in un personaggio come lui, ha vissuto una carriera gloriosa e rappresenta il Milan. Quando hai di fronte un campione simile c’è poco da pensare. Sono contento che lui e suo figlio Daniel si siano ripresi”.

Sui compagni di squadra: “In questo momento delicato ringrazio gli spagnoli Castillejo e Reina. Sono stati fondamentali, ma anche tutti i compagni di squadra e lo staff del club mi hanno supportato in questi giorni non facili”.

Infine sugli obiettivi futuri: “Voglio riportare il nostro Milan dove merita per la sua storia e l’amore dei suoi tifosi. Prima però il calcio deve ripartire.  Siamo professionisti, siamo appassionati. Vogliamo ridare ai nostri supporter la gioia di tifare e di emozionarsi per la nostra maglia e i nostri successi. Vogliamo partecipare attivamente alla riapertura del Paese, come il resto dei lavoratori che sono tornati a svolgere le loro mansioni, anche assumendosi dei rischi. Il calcio può aiutare concretamente per tornare alla normalità”.

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