Tassotti e Massaro ricordano Milan-Barcellona 4-0 | VIDEO

Oggi Mauro Tassotti e Daniele Massaro sono stati interpellati per parlare della storica finale Milan-Barcellona della Champions League 1994. Match incredibile ad Atene quella sera.

Esattamente 26 anni fa il Milan conquistava la sua quinta Champions League. La squadra allora guidata da Fabio Capello sconfisse nettamente il Barcellona 4-0 ad Atene.

Tra i protagonisti di quella serata Mauro Tassotti e Daniele Massaro. Il primo indossò la fascia da capitano e alzò la coppa, dato che Franco Baresi era squalificato. Il secondo realizzò la doppietta che già nel primo tempo fissò il risultato sul 2-0. Entrambi sono stati intervistati dal sito ufficiale acmilan.com.

Tassotti e Massaro parlano di Atene 1994

Tassotti ha ricordato di come il Milan arrivò al big match contro il Barcellona: «Non arrivammo benissimo alla finale. Il problema non era solo l’assenza di Baresi e Costacurta. Avevamo vinto il campionato molte giornate prima, siamo arrivati senza grande concentrazione. Loro, invece, lo avevano vinto la settimana prima e avevano grande entusiasmo. Non finimmo bene il campionato e perdemmo anche l’amichevole a Firenze contro la Fiorentina. Capello stava facendo delle prove, visto che avevamo problemi di formazione. Arrivammo da sfavoriti, anche se sulla carta non eravamo inferiori».

Massaro parla dell’atteggiamento avuto da Johan Cruiff, che si era fatto fotografare con la coppa e aveva detto che il Barça avrebbe vinto: «Quelle cose ci hanno caricato ancora di più. Erano la squadra più forte al mondo e lui era un mio idolo. Gli chiesi l’autografo prima della partita e forse alla fine non me lo avrebbe fatto».

Tassotti racconta come ha vissuto da capitano quella partita: «Le parole di Cruijff e l’atteggiamento del Barcellona ci diedero maggiore carica. Johan era un idolo per tutti. Ero in camera con Paolo e leggevamo il giornale, pensavamo fossero pazzi per quello che avevano fatto. Ci diede molta carica, cosa che non avevano fatto le amichevoli che erano state un disastro. Arrivammo pieni di dubbi, 3-4 giorni prima Capello non sapeva chi mettere al centro della difesa».

Massaro spiega le emozioni della sua doppietta ad Atene: «Il 1994 fu un anno straordinario per me. Pochi possono dire di aver fatto due gol in finale di Champions League. Avevo fatto reti importanti in campionato per vincere lo Scudetto e poi sono arrivate anche quelle due. Non so se sia stata più importante la prima che ha sbloccato il risultato o la seconda che ci ha dato più tranquillità. Comunque la mentalità di non mollare mai è stata importante e infatti Capello ce lo fisse nello spogliatoio. Tempo fa ho visto Savicevic e mi ha detto che non voleva passarmi la palla, ma tirare. Per fortuna ero lì e l’ho messa dentro. Strano aver fatto due gol di sinistro, che non è il mio piede».

Daniele si aspettava che il Barcellona crollasse: «Col senno di poi dico di sì, perché noi avevamo preparato bene la partita nonostante le defezioni. Nei giorni precedenti a Milanello si sentiva solamente il rumore del sudore che cadeva sull’erba. Nessuno parlava, lavoravamo consapevoli che potevamo fare qualcosa di straordinario. Infatti quella fu definita ‘la partita del secolo’».

La reazione al gol fantastico di Savicevic. Il commento di Tassotti: «Un colpo alla Savicevic. Lui aveva questi colpi, ha fatto una cosa straordinaria. E in quel momento capimmo che avevamo vinto la coppa. Ho pensato che ce l’avevamo fatto. Vincere con quel Barcellona 4-0 giocando in quel modo dà lustro alla carriera».

Commenta anche Massaro: «Quando sei abituato a vedergli fare cose fantastiche ogni giorno, non ti meravigli. Ero in posizione centrale in quel momento. Quando ho visto che gli rimbalzava bene la palla, ho pensato che avrei tirato. Ho notato il portiere fuori e poi sono andato ad abbracciarlo. La mia fortuna era allenarmi coi difensori più forti e non vedevo l’ora di giocare perché gli altri erano meno forti».

Alzare la coppa da capitano, Mauro racconta: «Difficile spiegare, serve tempo per metabolizzare. La cosa bella del vincere è festeggiare con compagni e tifosi. Sono cose che rimangono sempre. Il fatto di alzare la coppa per primo non mi ha detto qualcosa in più rispetto alle Champions precedenti».

Massaro durante i festeggiamenti aveva la maglia del Barcellona e spiega cosa successe: «L’avevo scambiata con Koeman. Fortunatamente non mi sono preso rimproveri da parte della società, perché non c’era lo sponsor. Non ci ho pensato. Qualche settimana fa ho preso in giro Stoichkov dicendogli che comunque uno con la maglia del Barcellona aveva alzato la coppa. Ricordo l’abbraccio con Galliani, lo ringrazio per ciò che mi ha fatto provare».

Silvio Berlusconi era impegnato in politica, ma Tassotti racconta che era comunque vicino alla squadra: «Non ci ha mai fatto mancare i suoi discorsi e la sua vicinanza. A lui non bastava mai solo vincere, ci chiedeva di dominare e stravincere. Quella partita è stata anche una sua finale ideale per lui».

Massaro conferma: «È sempre stato presente fino a quando siamo stati a Milanello. Aveva sempre la parola giusta per tutti. Sapeva caricarti anche quando non ne avevi bisogno. In hotel Galliani mi passò il presidente, che mi ringraziò e io feci lo stesso perché indossavo quella maglia. Quando siamo rientrati in Italia abbiamo anche capito cosa avevamo fatto».

Infine Mauro conferma che quella fu una vittoria di Fabio Capello: «Aveva provato molti giocatori al centro, la scelta non era facile. Lui ha indovinato tutto e ne è venuta fuori la partita perfetta. È stata la vittoria di Fabio perché era bravo a preparare le partite, trovando anche i difetti delle squadre più forti. Eravamo un grande gruppo, vincemmo campionato e coppa, fu un grande anno».