Milan, Ibrahimovic: “Volevo chiudere qui la carriera, ora è difficile” 

Milan, parla Zlatan Ibrahimovic. Intervistato da Sportweek, il centravanti è intervenuto sul proprio futuro in rossonero uscendo allo scoperto in maniera sincera. 

Ibrahimovic attaccato da MLS
Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)

Fermi tutti, parla Zlatan Ibrahimovic. Dopo le varie anticipazioni di ieri, è uscita quest’oggi l’intervista dell’attaccante svedese a Sportweek. Come visto già nelle scorse ore, il 38enne si è pronunciato sul suo futuro con tutta la schiettezza che lo contraddistingue.

In bilico in rossonero, Ibra rivela subito di aver ricevuto un’altra proposta in Italia: “Mi ha chiamato Galliani: “Hai detto che questo non è il tuo Milan, a 11 km da Milano c’è il tuo vecchio Milan” (ahahah). Mi piace, così deve lavorare un direttore sportivo” .

Milan, Ibrahimovic parla del futuro

La voglia di allenarsi intanto scema un po’, ma l’attaccante vuole essere sempre un riferimento: “No, al mattino no. Mi sveglio difficile. Però quando mi alleno, mi alleno. Non lo so, mi piace soffrire in allenamento. Quando soffro sto meglio. Adesso ho 38 anni, ma quando iniziamo a correre a Milanello non devo fare meno degli altri. Devo fare uguale e di più”.

Poi continua: “Sono venuto in Italia per finire la carriera con un grande club perché mi hanno detto che in America era troppo facile… va bene, sono tornato e… hanno fermato tutto. Allora c’è qualcosa che non vuole che smetto, ho pensato”. E cosa succederà adesso? Smetterà davvero? “E’ difficile parlare adesso. Vediamo come sto tra due mesi e cosa succede con il club”, replica il fuoriclasse scandinavo.

Ibrahimovic però lancia un messaggio chiaro: se resta, vuole vincere. Non si accontenterà in questo finale di carriera: “Ora bisogna fare il meglio che si può, anche in questa situazione. Poi vediamo cosa succede con il club. Certo io voglio giocare per vincere qualcosa e sentire intorno a me che posso vincere. Io non faccio la mascotte. Piuttosto non gioco. Ho ancora tanta adrenalina, emozione e passione per quello che faccio. E voglio fare la differenza”. 

Ed è proprio per questo motivo che a oggi il suo futuro appare più fuori che dentro il Milan: “Se la situazione è questa, è difficile vederli al Milan il prossimo anno. Sono onesto. Poi non lo so come sto tra due mesi. Ma se sto bene e gioco, voglio giocare per qualcosa. Ibra non è da Europa League, il Milan non è un club da Europa League. Il Milan gioca per andare in Champions e vincere lo scudetto”.

Dopo aver riferito di non conoscere Ralf Rangnick, il campione di Malmo lascia comunque uno spiraglio al Diavolo: “Io non chiudo mai le porte. Però vado solo in un club dove comando, non in un posto dove le parole no valgono niente. E poi ho tante cose in giro da fare. E ho una famiglia anche. Due ninja che spero vadano presto a fare il militare…”. 

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