Milan, comitato tecnico per il mercato. Gazidis: “C’è un progetto”

Ivan Gazidis racconta come il Milan si è strutturato al suo interno per prendere le decisioni sul calciomercato e non solo. Paolo Maldini è fondamentale.

Gazidis Maldini Massara
Maldini, Gazidis e Massara (foto acmilan.com)

Non sono mancate le tensioni all’interno del Milan nella scorsa stagione. In particolare nella dirigenza, dato che vi erano delle visioni diverse e non era facile prendere decisioni condivise.

È risaputo che Zvonimir Boban e Paolo Maldini avessero idee differenti da Ivan Gazidis. Non a caso il croato a un certo punto ha pubblicamente attaccato l’amministratore delegato. Ovviamente ciò gli è costato il licenziamento dal club. Successivamente, però, la situazione è progressivamente migliorata e oggi il management rossonero appare più coeso.

Milan, come viene fatto il calciomercato

Gazidis, intervistato da The Athletic, ha spiegato di aver formato una sorta di comitato tecnico per prendere le scelte di calciomercato. Al suo interno vi sono Maldini, Massara, Almstadt, Moncada e un rappresentante della proprietà Elliott Management Corporation. Una soluzione sul modello Liverpool.

L’amministratore delegato del Milan si è così espresso sulla filosofia adottata dal club: «Dobbiamo essere molto più efficienti nel modo in cui utilizziamo i soldi che abbiamo per migliorare la squadra. Abbiamo una visione chiara, una strategia chiara, una filosofia chiara sostenuta da processi forti ci danno fiducia nelle decisioni che prendiamo in collaborazione e collettivamente con Paolo Maldini come punto di riferimento».

Gazidis racconta che non è stato semplice compattare la dirigenza, però alla fine dei risultati sono arrivati: «Cambiare nel pensiero e nella metodologia non è facile. Richiede un po’ di apprendimento da entrambe le parti. Quando guardiamo i risultati, iniziamo a vedere cosa dicevo a dicembre 2018, che il Milan è una delle squadre più giovani in Serie A con alcuni  talenti che forse non sono ancora all’apice del loro potenziale. Penso che i tifosi siano abbastanza intelligenti da vedere che c’è un progetto calcistico in costruzione e con una direzione molto chiara».

L’ex CEO dell’Arsenal vede la diversità di vedute come un’opportunità positiva di confronto e miglioramento al fine di prendere le scelte migliori per il club: «C’è solo il Milan. Il Milan è sopra tutti. È al di sopra di ogni tipo di interesse interno. Il successo del Milan è il risultato. Non c’è da litigare per questo. I risultati sono migliori quando abbiamo dibattiti. Quando abbiamo disaccordi, mettiamo in discussione abilità e prospettive diverse perché abbiamo diverse sfide. Abbiamo le sfide finanziarie. Abbiamo le sfide per progredire sul lato sportivo».

La presenza di una figura come Maldini e di un capo-scout come Geoffrey Moncada sono fondamentali. Gazidis aggiunge prendendo come esempio la trattativa per Theo Hernandez: «Far sedere Paolo accanto a Theo con i vantaggi di un forte scouting e qualcuno di cui si fida in Geoffrey Moncada, il vantaggio di una forte analisi e qualcuno che conosce la funzione di direttore sportivo nel mercato italiano in modo complesso come Ricky Massara, il vantaggio di un capo dirigente che conosce anche il calcio e ha 26 anni di esperienza non solo nella direzione finanziaria, ma anche nella direzione strategica in cui dobbiamo andare».

Infine sul processo decisionale il manager sudafricano spiega: «Una volta che siamo allineati, una volta che tutti questi elementi sono allineati e otteniamo il semaforo verde, non c’è nessuno come Paolo Maldini quando crede in qualcosa per convincere un giocatore a venire al Milan e per far crescere la sua carriera calcistica in questo grande club. E dietro a tutto ciò hai ancora il potere del nome del Milan, che nel calcio significa ancora qualcosa».

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