Maradona telefonò a Sacchi, lo voleva a Napoli: il retroscena

Diego Armando Maradona non ne poteva più di Ottavio Bianchi e provò a convincere Arrigo Sacchi andare a Napoli, ma il mister del Milan disse no.

Maradona Gullit napoli milan
Diego Armando Maradona e Ruud Gullit (©Getty Images)

Non c’è dubbio sul fatto che Diego Armando Maradona sia tra i giocatori più forti della storia del calcio. C’è chi lo indica come il numero 1 assoluto, ma è comunque corretto dire che rientra nell’olimpo dei top player di sempre insieme ad altri campioni.

Il Pibe de Oro viene inevitabilmente ricordato per le prodezze che fece con l’Argentina e con il Napoli. Alla piazza partenopea ha regalato due Scudetti, uno nella stagione 1986/1987 e l’altro in quella 1989/1990. Il secondo fu una rivincita contro il Milan di Arrigo Sacchi, che aveva beffato la squadra campana l’anno precedente.


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Oggi La Gazzetta dello Sport oggi ricorda quando Maradona chiese a Sacchi di andare al Napoli. Era la primavera del 1989 e sia il campione argentino che i compagni ormai non sopportavano più Ottavio Bianchi. Il Pibe de Oro voleva convincere l’allora mister del Milan a raggiungerlo.

Maradona gli disse: “Mister, stia tranquillo. Con me, lei lo sa, si parte da 1-0 per noi…”. Ma Arrigo replicò: “Già, ma quando tu non ci sei come facciamo? Tu sei immenso, ma serve il gioco”. La telefonata fu cordiale e con manifestazioni di stima reciproca, però il tecnico romagnolo decise di non accettare l’idea di un trasferimento sulla panchina azzurra.

Qualche giorno dopo quella chiamata, Sacchi guidò il Milan alla conquista della Coppa dei Campioni al Camp Nou di Barcellona contro la Steaua Bucarest. Un 4-0 che è rimasto ben impresso nella memoria dei tifosi rossoneri.

Sacchi a La Gazzetta dello Sport ha parlato così di Maradona: “Per averlo avrei fatto follie. È l’unico per il quale sarei stato disposto a passare sopra certe regole. Mai visto uno così. Ma di Maradona ce n’è stato uno solo, il problema sono quelli che si credono Maradona e non lo sono. Per questo io, quella volta, gli ho risposto: “E quando tu non ci sei come facciamo?”. Se c’è un gioco, attraverso di esso si può ovviare a un’assenza. Se il gioco non c’è e ti manca pure il fuoriclasse, sei fritto in padella come una sardina”.