Ibrahimovic a Sanremo, Cassano va controcorrente!

Cassano ricorda la sua esperienza al Milan tra trofei, intervento al cuore e lite con Galliani. Si esprime anche su Ibrahimovic a Sanremo.

Ibrahimovic Cassano Milan
Zlatan Ibrahimovic e Antonio Cassano (©Getty Images)

La partecipazione di Zlatan Ibrahimovic al Festival di Sanremo 2021  sta generando alcune discussioni. C’è chi critica il giocatore e chi il Milan.

La squadra rossonera non sta vivendo un periodo positivo e ovviamente ogni argomento è buono per mettere benzina sul fuoco. Il centravanti svedese per tre giorni si allenerà in Riviera, non a Milanello, ma il club lo sapeva quando gli ha rinnovato il contratto ed è stato tutto organizzato.


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Cassano sul Milan e Ibrahimovic a Sanremo

Antonio Cassano, che di Ibrahimovic è stato compagno di squadra al Milan per un anno e mezzo, si è così espresso al Corriere dello Sport sulla partecipazione del campione scandinavo a Sanremo 2021: «Ibra fa benissimo ad andare. Il 95% dei calciatori avrebbe detto sì ad Amadeus. Si tratta di un contratto importante, inoltre lui è un professionista e sa gestirsi. Diverso è il discorso se mi chiedi del permesso che gli è stato accordato. Se fosse stato alla Juventus sarebbe rimasto a Torino. Ma al Milan sanno quello che fanno, c’è Paolo Maldini e l’esperienza non gli manca».

A Cassano è stato anche chiesto della sua esperienza in maglia rossonera, con la quale vinse uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Ma ci fu anche un momento difficile per la sua salute, perché dovette operarsi al cuore: «Mio figlio era nato da sei mesi, ebbi il momento più brutto mentre vivevo quello più bello. Berlusconi e Galliani furono fantastici, mi misero nelle mani di un’equipe pazzesca. Mi ero cagato sotto sul serio, anche se successivamente ho saputo che il mio era un problema abbastanza comune».

L’ex calciatore cita Adriano Galliani, con il quale ebbe degli screzi nell’estate 2012 e ciò causò poi il suo trasferimento all’Inter nell’ambito di uno scambio con Giampaolo Pazzini: «Una volta in Cina gli mancai di rispetto davanti a tutti, eravamo nella hall dell’albergo. Stavamo trattando il rinnovo, prendeva tempo».