Milan, nessuno ha giocato di più: la media di partite è impressionante

Un rapporto di partite giocate impressionante per il Milan, partito dal triplo impegno nei preliminari di Europa Legua: la media

Pioli mosse rilancio Milan
Stefano Pioli (©Getty Images)

Un altro tour de force attende gli uomini di Pioli nel mese di marzo. Il Milan, partito dal triplo impegno con i preliminari di Europa League, a inizio stagione aveva sorpreso tutti con la sua eccellente tenuta fisica. Una preparazione praticamente inesistente, visti i soli 40 giorni tra la fine dello scorso campionato (1 agosto 2020 Milan – Cagliari 3 – 0) e la prima partita della corrente stagione (Shamrock Rovers – Milan 0 – 2). Ma nonostante questo, i rossoneri hanno incanalato una prima parte di stagione praticamente perfetta.

Ben tre turni a gara secca di qualificazione per accedere ai gironi di coppa ( Shamrock Rovers, Bodo Glimt e Rio Ave), primi nel girone di Europa League e campioni d’inverno. Una corsa matta che adesso, molto probabilmente, sta influendo sul calo di rendimento – indubbiamente anche fisico – della squadra. Ecco il dato. Le partite giocate dal Milan in questa stagione sono 36 in 161 giorni, per una media di un match ogni 4,4 giorni. E pensare che alcune squadre, visti gli impegni di Champions League della scorsa stagione, hanno addirittura fatto richiesta per slittare l’inizio del campionato.

Ma nessuno in casa del diavolo si è mai lamentato, questo non è lo stile del Milan, che dopo la trasferta a Belgrado di Europa League ha affrontato la partita più importante degli ultimi anni. Contro l’Inter, per uno scontro diretto da scudetto quasi amarcord, alle 15 di domenica, con sole 64 ore per riposare e preparare il match.


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Milan, la stanchezza comincia a farsi sentire: mercato non all’altezza?

Se per fare lo sprint al titolo, i dirigenti rossoneri erano corsi ai ripari sfruttando la finestra di mercato invernale, gli acquisti stanno senza dubbio faticando a dare i propri frutti. Probabilmente l’unica sorpresa è stata la clamorosa ascesa di Tomori, arrivato come una sorta di oggetto misterioso, conquistandosi praticamente un posto da titolare in poche settimane, oltre ai favori della critica. Se a centrocampo le assenze e gli infortuni hanno martoriato il Milan, di certo Meitè – soprattutto in match decisivi – non si è ancora rivelato all’altezza.

Stesso discorso per Mario Mandzukic, fiore all’occhiello del mercato di gennaio, più presente in infermeria che in campo in questo momento.

Certo è che i ragazzi di Pioli hanno sempre dimostrato di saper uscire dalle difficoltà, ma la stanchezza comincia a diventare, visti i tantissimi impegni, una componente fondamentale in questo calo.