Merkel: “Al Milan troppa pressione. Giocare con Ibra un sogno”

Alexander Merkel, ex promessa rossonera, ha parlato in una lunga intervista della sua esperienza al Milan e del rapporto con Zlatan Ibrahimovic.

Alexander Merkel
Alexander Merkel (© Getty Images)

Lanciato per un’emergenza in mediano da Massimiliano Allegri, Alexander Merkel apparve come uno dei prospetti del futuro per il centrocampo del Milan. Regista kazako, ma di passaporto tedesco, Merkel mostrò subito ottima personalità e grande palleggio.

Col Diavolo trovò anche la rete in Coppa Italia, contro il Bari, ed entrò in quella stagione spesso nelle rotazioni della squadra che portò al Milan l’ultimo scudetto della sua storia.

Poi, col rientro dei titolari e una girandola di prestiti, la sua carriera non ha preso lo slancio sperato, ed oggi a meno di 29 anni gioca in Arabia Saudita. Il kazako, raggiunto in una lunga intervista racconta i suoi anni al Milan.


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Un Milan farcito di campioni: Da Ibrahimovic a Pato, passando per Robinho e Ronaldinho oltre ai vari Nesta, Thiago Silva, Pirlo, Gattuso e Inzaghi. Il Milan della stagione 2010/2011 vinse lo scudetto con grande merito, forte di una rosa di grandissimi fenomeni.

Tuttavia dicembre vide la rosa di Massimiliano Allegri subire diversi infortuni, costringendo il tecnico a lanciare nella trasferta di Cagliari Alexander Merkel, talento della primavera, titolare (In una gara decisa da un altro primavera, Rodney Strasser).

La prova del tedesco, ma nativo del Kazakistan, convinse il tecnico toscano, che lo lanciò in campo in sette occasioni in campionato. Il calciatore apparve come una rivelazione, ma alla lunga non ha convinto il club a puntare su di lei, e dopo diversi prestiti fu ceduto.

Oggi il calciatore, arrivato in Arabia Saudita, racconta a Transfertmarkt i suoi giorni rossoneri:”

“Si crearono troppe aspettative su di me al Milan, non ero pronto. Ero giovane e inesperto,la pressione fuori dal campo e non mi aiutò. Non fu semplice gestire la gestione mediatica, non ero preparato al perché in tanti si interessassero a me. Giocare a Ibrahimovic, Ronaldinho, Pato o Pirlo per me era un sogno. Nel 2015 mi sono rotto un crociato, lì la mia carriera rallentò perché non mi ripresi facilmente”.