Baresi: “Volevo giocare nell’Inter, ma il Milan credeva in me”

Franco Baresi è il capitano del Milan per antonomasia, tuttavia in una intervista ha dichiarato che da bambino aveva voglia di giocare nell’altra squadra di Milano.

Franco Baresi  (© Getty Images)
Franco Baresi (© Getty Images)

Franco Baresi è uno dei simboli della storia del Milan, fedele alla causa rossonera anche nella rovinosa caduta in Serie B. Malgrado diverse offerte il difensore decise di restare in maglia rossonera, finendo poco meno di due lustri dopo in cima al mondo.

Una carriera gloriosa, che lo ha portato a essere il primo calciatore italiano con un numero di maglia ritirata, la sua iconica maglia numero 6. Un onore toccato nel Milan soltanto a Paolo Maldini, suo successero come capitano rossonero.

Una carriera unicamente a tinte rossonere, escludendo l’azzurro dell’Italia, che conta tra i tanti trofei 6 scudetti e 3 Champions League. Tuttavia il Kaiser ha dichiarato in una intervista che la sua carriera poteva essere a tinte nerazzurre e non rossonere.


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Franco Baresi parla del suo provino all’Inter

Nel museo di Casa Milan la foto di Franco Baresi è ovunque, avendo lo storico capitano alzando ben 18 trofei in rossonero. Una carriera indissolubilmente legata al Diavolo, tanto da diventare nell’ottobre scorso il vice presidente onorario del club di via Aldo Rossi.

Lo storico capitano ha concesso oggi un’intervista a Il Giornale, parlando di quando desiderava giocare nell’Inter. Il desiderio di giocare in nerazzurro nacque da suo fratello Beppe, che militava già nelle giovanili dell’Inter.

I due, vivendo nella provincia di Brescia avrebbero preferito giocare nella stessa squadra, tuttavia, e per fortuna, Franco terminò nelle file del Milan.

Ecco le parole del capitano sul suo provino in nerazzurro:

Volevo giocare con mio fratello, che già era nelle file delle giovanili dell’Inter, ma il club nerazzurro volle aspettare. Non effettuai mai un vero provino e al Milan mi diedero più fiducia. Il destino ha voluto mettere me e mio fratello contro nei derby e non assieme nella stessa squadra. Durante la settimana io e Beppe ci vedevamo e sentivamo spesso, poi davamo tutto per le nostre squadre. Il pensiero di aver giocato un derby da avversario contro mio fratello mi emoziona ancora oggi”.