La moviola di Fiorentina-Milan: Casarin non ha dubbi

Paolo Casarin analizza le direzioni arbitrali della ventottesima giornata di Serie A. Lente di ingrandimento puntata anche su Fiorentina-Milan. Ecco il parere dell’ex arbitro sulle pagine del Corriere della Sera

moviola fiorentina-mila
Marco Guida (© Getty Images)

Sulle pagine del Corriere della Sera, l’ex arbitro Paolo Casarin, ha analizzato la direzione di gara di Guida. Le attenzione di Casarin, sono puntare sulla caduta in area di rigore, al termine del primo tempo di Fiorentina-Milan, di Ribery. Il francese, ex Bayern Monaco, cade una volta entrato in contatto con il rossonero Brahim Diaz:

Guida vede una caduta di Ribéry a contatto con Brahim Díaz in area rossonera – ammette l’ex Arbitro -: fa capire che ha visto bene; il VAR Massa non interviene, Guida ha ragione. Il contatto è troppo leggero per assegnare un penalty. Il francese si lascia anche cadere”.

Confermata dunque la linea di Luca Maralli, che nella sua moviola aveva giudicato l’intervento non da rigore: “Io questi rigori non li voglio vedere mai. Sono contattini che portano a rigorini. Fischiarli significa avere 187 rigori come l’anno scorso. Se in Italia ci abituiamo a non fischiare mai in questi lievi contatti, vedrete che i giocatori faranno in modo di restare in piedi. Questi non sono mai penalty”, aveva ammesso l’ex arbitro.


Leggi anche:


Rigori sugli altri campi

Tornando all’analisi di Casarin, le sue attenzioni si spostano su altre due partite del massimo campionato: “A Torino e Juve mancano i rigori su Belotti e Chiesa – prosegue l’ex fischietto – Orsato spiega ai calciatori le sue decisioni, il Var Irrati viene perciò escluso. Ma l’azione si conclude con Belotti stretto tra due avversari.

Gli errori in Juve-Benevento – “Abisso concede un rigore inesistente alla Juve, il Var Banti e il monitor lo correggono – prosegue -. Sul finale della gara, decide che un intervento di Foulon che provoca la caduta di Chiesa non è da rigore. Decisione discutibile che il Var non può o non vuole cambiare”.