Vieri: “il Milan lotta per lo scudetto, può succedere di tutto”

Christian Vieri parla in una lunga intervista della lotta scudetto tra Milan e Inter e di Zlatan Ibrahimovic.

Christian Vieri
Christian Vieri e Alberto Gilardino ai tempi del Milan (©Getty Images)

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Christian Vieri è diventato uno dei calciatori più seguiti sui social network. Dopo una carriera spesa a dominare le aree di rigore vestendo le maglie di Juventus, Inter, Milan e molte altre squadre, Bobo si è reinventato influencer grazie alla sua Bobo TV.

L’ex calciatore bolognese ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport parlando del destino di questa serie e concedendo qualche battuta su Zlatan Ibrahimovic.


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Una carriera che verrà ricordata soprattutto per quanto fatto all’Inter, ma Christian Vieri nel corso della sua lunga carriera ha vestito anche la maglia del Milan. In rossonero Bobo ha disputato soltanto sei mesi della stagione 2005-2006, approdato sull’altra sponda di Milano dopo il lustro interista.

Un’esperienza non prolifica per il bomber bolognese, che in rossonero siglerà soltanto una rete, nella vittoriosa trasferta di Empoli, prima di essere ceduto al Monaco nella sessione di mercato invernale.

L’ex calciatore ha parlato alla Gazzetta dello Sport del momento che sta vivendo il Milan, della lotta scudetto e di Zlatan Ibrahimovic.

Ecco un estratto delle sue parole:

Credo che la Juventus sia fuori dalla lotta scudetto ma non è ancora da dire già assegnato all’Inter. Il Milan sta giocando bene e in dieci giornate può succedere di tutto. Il calcio è un gioco del Diavolo. Devono crederci perché sono solo sei punti al momento, in sostanza due partite. Dopo la batosta contro il Manchester hanno vinto alla grande a Firenze contro la Fiorentina. Molti dicevano che il Milan sarebbe caduto ma sono ancora lì e ora possono giocare spensierati, hanno fame”.

Su Ibrahimovic:

Ho detto a inizio stagione che Ibra avrebbe fatto 20 gol, ne ha fatti 15 in altrettante gare, uno a partita, io non sbaglio mai. Guardandolo penso che smesso troppo presto, a 36 anni. Se a 39 anni sta bene deve continuare. La nazionale non lo appesantirà, è come giocare una partita di coppa durante la stagione, si divertirà”.