Milan, un 4 aprile indimenticabile: che vittoria con il Lione | Video

Il 4 aprile 2006, esattamente 15 anni fa, un’altra serata di Champions da ricordare per il Milan e i tifosi rossoneri 

Milan-Lione
Milan-Lione, l’esultanza di Inzaghi sul 2-1 (Getty Images)

Nella Champions League di inizio millennio, il Milan era una garanzia. Dall’edizione 2002/03 a quella 2006/07, non c’è stata annata in cui i rossoneri non siano arrivati almeno ai quarti di finale. Tanti i match da ricordare, tante le serate in cui Sheva e compagni hanno esaltato San Siro e i tifosi da casa. Una di queste è capitata esattamente 15 anni fa quando il Milan di Ancelotti ha sfidato ai quarti di finale il Lione, all’epoca una delle squadre più forti d’Europa.

Una piccola corazzata quella allenata da Houllier con lo specialista delle punizioni Juninho Pernambucano e un reparto offensivo di livello assoluto con i nazionali francesi Malouda, Wiltord e Govou affiancati dal brasiliano Fred, titolare prima dell’esplosione di un giovane talento di cui avremmo sentito parlare e che, in quel 2006, era ancora in panchina, un certo Karim Benzema. In mediana, a proteggere i suoi, un colosso come Mamadou Diarra futuro giocatore del Real Madrid. In difesa Eric Abidal era al suo penultimo anno prima del passaggio al Barcellona, squadra con la quale avrebbe vinto tutto.

Un squadra davvero forte alla quale si contrapponeva un Milan siderale, reduce dal passaggio del turno agli ottavi con il Bayern Monaco. Era la stessa compagine, di fatto, della cavalcata in Champions del 2005 conclusa con la disfatta di Istanbul. Un’unica differenza con Gilardino acquistato dal Parma al posto di Crespo.


Leggi anche 


Milan-Lione: che Inzaghi a San Siro

Lo 0-0 dell’andata al vecchio stadio Gerland rimanda il discorso qualificazione al match di ritorno a San Siro di mercoledì 4 aprile. Settantanovemila spettatori accolgono le due squadre. L’atmosfera è elettrica, elettrizzante, lo scenario ideale per esaltare Pippo Inzaghi che porta in vantaggio i suoi al 25′ con un micidiale colpo di testa su cross che più preciso non si può di Clarence Seedorf.

E’ Juninho a raccogliere la palla dentro la rete della porta difesa da Coupet. Con un gesto, il brasiliano, autentico leader di quella squadra, fa un cenno ai compagni, invitandoli a mantenere la calma. Del resto, con lui in campo ogni calcio piazzato è un pericolo. La conferma, ulteriore, arriva al 31′. Cross tagliente di Juninho su punizione, respinta di Dida, rimpallo e Diarra deposita in gol di testa a porta vuota per l’1-1 all’intervallo che qualifica i francesi.

La ripresa è al cardiopalma. Il Milan mette in campo tutta la sua esperienza in una situazione quantomai in bilico. Un altro gol del Lione avrebbe infatti, di fatto, condannato i rossoneri all’uscita. In quegli anni però c’era un attaccante che ti risolveva tutto nelle situazioni più difficili. Chi ? Sempre lui, super Pippo. All’88’ quando ormai le speranze erano sempre più ridotte, uno spiovente arriva a Sheva in area. Tiro dell’ucraino, doppio palo e Inzaghi che ribatte in rete. Libera tutta la sua esultanza Pippo in una scena che ha ricordato molto quanto era accaduto tre anni prima con l’Ajax. A tempo scaduto, poi, Sheva fa esplodere la festa approfittando dell’errore di Clerc. Dribbling a Coupet e 3-1 finale.

Il Milan è in semifinale. In pochi si sarebbero immaginati che quel gol finale sarebbe stato l’ultimo in assoluto rossonero di Shevechenko prima del passaggio al Chelsea l’estate successiva. In realtà Andryi ne avrebbe segnato un altro al Camp Nou nello 0-0  contro il Barcellona nella semifinale di ritorno di quella edizione di Champions che ha condannato il Milan all’eliminazione dopo lo 0-1 di San Siro firmato da Giuly su assist irreale di Ronaldinho. Quel gol che avrebbe portato la sfida ai supplementari fu inspiegabilmente annullato con il Barcellona di Rijkaard che di lì a poco si sarebbe laureato campione d’Europa battendo in finale l’Arsenal in rimonta 2-1 con i gol di Eto’o e Belletti ad annullare il vantaggio iniziale di Campbell.