Colombo e il prestito alla Cremonese: “Il Milan mi ha lasciato scegliere”

Lorenzo Colombo racconta che ha deciso lui di andare in prestito alla Cremonese. Il Milan lo ha lasciato libero di scegliere se partire o no.

Lorenzo Colombo
Lorenzo Colombo (©Getty Images)

Nel calciomercato di gennaio 2021 il Milan ha deciso di prendere un nuovo centravanti e questo ha comportato la cessione di Lorenzo Colombo. L’arrivo di Mario Mandzukic avrebbe ovviamente ristretto ulteriormente lo spazio per il giovane attaccante rossonero.

Il club ha scelto di ingaggiare l’esperto croato per avere un vice Ibrahimovic in grado di dare superiori garanzie, peccato che l’ex Juventus sia stato vittima di problemi fisici e finora la sua esperienza a Milano è stata anonima. Invece Colombo ha cercato fortuna in Serie B, alla Cremonese, dove si è trasferito in prestito.


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Colombo elogia Ibrahimovic e Pioli

Colombo ha concesso un’intervista a Goal.com e ha parlato del trasferimento dal Milan alla Cremonese: «È stata una scelta mia. Il Milan mi ha detto che toccava a me scegliere, fosse stato per loro potevo anche rimanere. Ho pensato che andare in prestito fosse la scelta giusta per crescere, perché l’importante è poter giocare e avere la possibilità di sbagliare. E quando ti chiama un direttore come Braida non puoi dire no…».

Finora il centravanti 19enne ha collezionato 8 presenze e 1 gol in Serie B. L’esperienza maturata al Milan gli è utile, dato che si è allenato con un compagno come Zlatan Ibrahimovic: «Potersi allenare con lui è una fortuna immensa, un privilegio che pochi hanno. Ho cercato di prendere tutto quello che potevo, osservandolo, e spero possa tornarmi utile. Il suo rimprovero aiuta molto, durante gli allenamenti pretende il massimo e non puoi sbagliare. Se sbagli, arriva il suo rimprovero. Ti fa stare sul pezzo e alzare l’asticella, così si migliora».

Colombo ha speso parole di elogio anche per Pioli, che lo ha fatto esordire in Prima Squadra al Milan: «Ha dimostrato di essere un ottimo allenatore. La dote importante che possiede è il dialogo con il gruppo. C’è anche un rapporto umano tra il mister e la squadra, cosa fondamentale».