Dalot: “Ho lasciato il Portogallo perché credo in me”

Diogo Dalot parla in una lunga intervista del tema della nutrizione per un atleta sui motivi che lo hanno spinto a lasciare il Portogallo.

Diogo Dalot
Diogo Dalot (©Getty Images)

I calciatori fanno numerosi sacrifici per riuscire ad ottenere una carriera di altissimo livello. Diogo Dalot ha deciso di raccontare il suo percorso, soprattutto fuori dal tavolo in un lunga intervista in Portogallo, tra le colonne dell’edizione lusitana di Men’s Health. 

Il difensore del Milan, ma di proprietà del Manchester United, avrà nove gare per giocarsi la permanenza nella città della Madonnina, ma in queste ore ha deciso di parlare della sua vita. Tra i temi discussi c’è soprattutto quello legato all’alimentazione, vitale per la vita di ogni atleta professionista.


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Il Milan sta inseguendo il sogno di tornare in Champions League e per farlo avrà bisogno dell’aiuto di tutti i suoi elementi. Diogo Dalot vuole ritagliarsi uno spazio importante in questo finale di stagione, complice l’infortunio di Davide Calabria, tuttavia il lusitano sabato è stato escluso in favore di Alexis Saelemaekers.

Il tornante mancino però non si abbatte e a Men’s Health Portugal ha deciso di raccontarsi in una lunga intervista. Ecco un estratto delle sue parole:

Lasciare il Portogallo a diciotto anni richiede tanta ambizione, perché bisogna credere nel proprio futuro. Sono andato via perché ero convinto delle mie potenzialità ed ero sicuro che sarebbe andata bene, senza avere alcuna paura di quello che poteva succedere. Io credevo, e credo ancora oggi nel mio valore e lasciare la mia terra mi ha responsabilizzato. Ho fatto delle rinunce per essere un calciatore di livello mondiale, e riuscirci ha sempre avuto un peso maggiore per me rispetto a ciò che ho scelto di rinunciare. Non mi pento delle mie scelte e sono felice per ciò che ho fatto”.

Il portoghese parla anche dell’alimentazione di un calciatore professionista:

In questa stagione ho curato e approfondito molto di più il tema dell’alimentazione. Ho imparato che è fondamentale per aiutarmi a rendere meglio in allenamento e in partita, facendomi aiutare da un nutrizionista. Non so se sia un caso, ma in questa stagione non ha ravvisato alcun infortunio muscolare ed è per questo che credo che l’alimentazione abbia avuto un ruolo attivo”.