Rinnovo Ibrahimovic, la critica del giornalista: “Paghiamo i giocatori per il loro passato”

Il noto giornalista ha pubblicamente ammesso il suo scetticismo riguardo i 7 milioni netti concessi come nuovo ingaggio a Ibrahimovic.

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (©Getty images)

La scorsa settimana Zlatan Ibrahimovic ha finalmente ufficializzato, assieme al Milan, il suo rinnovo contrattuale fino al giugno 2022. Lo svedese ha scelto di continuare con il club rossonero, che a sua volta non ha mai avuto dubbi nel confermarlo almeno per un’altra stagione.

Alla soglia dei 40 anni di età, Ibrahimovic sarà ancora il leader in campo e fuori del Milan. Per lui confermato anche il maxi-ingaggio da 7 milioni netti, cifra che lo svedese già percepisce in questa stagione. Un rinnovo che, proprio per i termini economici elevati, ha fatto però molto discutere.

L’ultima critica in tal senso arriva dalla penna di Paolo Condò. Il noto cronista, volto di Sky Sport, ha puntato il dito contro la scelta del Milan di concedere uno stipendio così alto ad Ibra. Il suo editoriale odierno sulle pagine de La Repubblica è piuttosto scettico.


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Questo uno stralcio dell’editoriale di Condò riguardo il rinnovo di Ibrahimovic: “In questo mutato panorama, i 7 milioni di rinnovo annuale garantiti a Ibrahimovic sono un altro esempio di ingaggio fuori scala: nessuno discute il suo peso nel rilancio del Milan, che è stato preponderante, ma ciò non toglie che abbia giocato la metà delle partite, e che la prospettiva anagrafica non giochi a suo favore”.

Secondo il giornalista triestino i parametri sono sballati, per un calciatore di 40 anni che inevitabilmente va spesso incontro a stop muscolari ed atletici. Ed ancora: “Non a caso il primo pensiero del mercato rossonero è rivolto a un centravanti giovane. La verità è che in Italia — non solo da noi, ma soprattutto da noi — paghiamo i giocatori per il loro passato, che poi è l’effetto collaterale del considerare i nati nel 1998 dei giovani inesperti da utilizzare col contagocce”.

Un discorso comprensibile quello di Condò, contrario ai contratti così onerosi soprattutto in epoca Covid. Ma va ricordato che il Milan risparmierà diversi milioni sul rinnovo di Ibra grazie al Decreto Crescita. E che lo svedese fino a qualche anno fa era abituato a stipendi da 14-15 milioni annui, ai tempi di PSG e Manchester United.