Repubblica – Il piano B di Perez: spunta la Superlega Mondiale

Florentino Perez non si arrende e studia un’alternativa di livello mondiale alla Superlega, progetto ormai destinato a decadere.

Florentino Perez
Florentino Perez (©Getty Images)

Sono giorni ancora caldissimi per quanto riguarda la questione Superlega. Il progetto di questo torneo separatista sembra ormai essere decaduto, vista l’uscita di scena di ben 9 club sui 12 fondatori iniziali. Inoltre sono in corso dialoghi per il patteggiamento con la UEFA.

Le uniche tre società ancora legate al progetto iniziale sono Juventus, Real Madrid e Barcellona. I club in questione non vogliono subire ed accettare le pressioni di Aleksander Ceferin e si rischia dunque un lungo e faticoso strascico legale.

Come scrive oggi La Repubblica, il consiglio della UEFA avrebbe concesso un ultimatum di 7-10 giorni a Juve, Real e Barça per fare un passo indietro e seguire il cammino scelto da Milan, Inter e gli altri club inizialmente coinvolti. Altrimenti si procederà a colpi di sanzioni e ricorsi.


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Addirittura si parla di una contro-battaglia legale che la Juventus, per quanto riguarda la questione in Italia, potrebbe portare avanti nei confronti delle milanesi. Andrea Agnelli è adirato con Milan e Inter che hanno abbandonato troppo facilmente il progetto Superlega.

Intanto Florentino Perez, patron del Real Madrid e teoricamente anche presidente della Superlega, non intende mollare. E’ lui la figura che più di tutti starebbe combattendo contro la severità e l’imposizione della UEFA al rispetto delle proprie norme.

In attesa di eventuali sfide legali, Perez starebbe pure pensando ad un piano B. Il dirigente madrileno avrebbe in mente di puntare su una sorta di Superlega Mondiale, allargando il consenso e la partecipazioni a squadre al di fuori del primissimo progetto.

Perez chiamerebbe in causa i maggiori club provenienti dalla Russia, dall’Asia orientale e pure dal Sud America. La Superlega si trasformerebbe in un Mondiale per club ma senza l’ausilio della FIFA. Inoltre potrebbero essere coinvolte anche diverse società europee che non parteciperanno alla Champions League e che dunque sono alla ricerca di ricavi economici di maggiore entità.