Donnarumma, il dirigente: “Da noi sarebbe finito in tribuna”

Il parere del dirigente Udinese sul futuro di Gianluigi Donnarumma e sul comportamento del Milan con il portiere.

Gianluigi Donnarumma
Gianluigi Donnarumma (©Getty Images)

Il miglior giocatore dell’Europeo 2020, appena vinto dall’Italia, è un rimpianto del Milan. Gianluigi Donnarumma è stato eletto dalla Uefa come il calciatore più determinante. Una onorificenza giusta e meritata, visti i rigori parati tra semifinale e finale che hanno condotto gli azzurri al trionfo.

Donnarumma ha lasciato ufficialmente il Milan il 1 luglio scorso, per scadenza di contratto. Impossibile per i rossoneri accontentare economicamente Gigio, che aveva richiesto il doppio dello stipendio percepito fino al mese scorso (circa 12 milioni netti complessivi). Donnarumma andrà al PSG, che lo ha accontentato in tutto e per tutto.

Intervistato da Calciomercato.itil dirigente Manuel Gerolin, storico volto dell’Udinese, ha detto la sua proprio sul caso Donnarumma. Nel commentare il destino professionale del portiere, il direttore friulano si è espresso con toni critici sulla vicenda contrattuale.


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Gerolin ha commentato così: “Donnarumma poteva restare al Milan? Si fa fatica a capire le logiche sugli ingaggi. Per accontentarlo, i rossoneri avrebbero dovuto fare una proposta al di sopra delle loro possibilità. Il PSG è al top per risorse e proprietà consolidata, dunque non era facile”.

Il dirigente dell’Udinese avrebbe utilizzato il pugno duro: “Il problema rinnovo non è degli ultimi tempi, il Milan se lo porta dietro da tre anni. La soluzione da noi sarebbe stata quella di mandare il giocatore in tribuna. Il presidente Pozzo a Udine mandava in tribuna chi non voleva prolungare il contratto. Ne ho viste di situazioni simili. L’errore è stato non provare a rinnovare tre anni fa, allora Donnarumma avrebbe anche potuto accettare”.