Brahim Diaz al Milan, cambia il numero di maglia: scelta coraggiosa

Lo spagnolo Brahim Diaz tornerà a breve al Milan. Ma oltre alla formula di trasferimento cambierà anche la maglia.

Brahim Diaz e Kolarov
Brahim Diaz e Kolarov (©Getty Images)

Mancano sempre meno giorni per rivedere Brahim Diaz indossare la maglia del Milan. I rossoneri sono al lavoro da tempo per l’ingaggio del trequartista spagnolo, che dovrebbe tornare dal Real Madrid dopo la buona stagione in prestito dello scorso campionato.

La conferma di Brahim è una richiesta diretta di Stefano Pioli, che soprattutto nell’ultima parte di stagione gli ha dato fiducia come fantasista puro, ricevendo in cambio prestazioni convincenti e quella rete contro la Juventus che ha contribuito ad una delle vittorie più prestigiose dell’anno.

Nelle ultime ore però si è parlato di un cambio di formula sui media spagnoli. Non più un prestito con diritto di riscatto fissato tra un anno, bensì si va verso l’accordo per un prestito biennale. Dunque due stagioni al Milan per Diaz che poi potrebbe essere riscattato nel 2023.


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Diaz erediterà la 10 di Calhanoglu

Non solo la formula di trasferimento. Per Diaz sembra pronto anche un cambio intrigante, ovvero quello del numero di maglia. Lo spagnolo nel suo primo anno a Milanello ha scelto di indossare la maglia numero 21, che in passato era appartenuta a calciatori di spessore come Andrea Pirlo o Zlatan Ibrahimovic.

Brahim Diaz potrebbe invece optare per la maglia numero 10, quella che rappresenta meglio la fantasia e la qualità tecnica. Rimasta senza proprietario, dopo l’addio a costo zero di Calhanoglu, questa storica numerazione potrebbe finire sulle spalle del classe ’99.

Una possibile scelta coraggiosa di Diaz, che di certo non pecca in personalità, vantando nel suo pedigree personale esperienze in top club del calibro di Manchester City e Real Madrid. La numero 10 dunque potrebbe essere un incentivo per tornare al Milan il prima possibile, anche se il giovane spagnolo è convinto già da tempo.

Tale numero è stato indossato nella storia rossonera da campioni di talento infinito, a cominciare da Gianni Rivera, passando per i vari Gullit, Savicevic, Boban e Rui Costa. Negli ultimi anni, prima di Calhanoglu, era stato persino un non indimenticabile Keisuke Honda ad esserne il titolare designato.