Shevchenko saluta l’Ucraina: “Grato a tifosi e Federazione. Siamo stati competitivi”

Termina qui il cammino di Andriy Shevchenko sulla panchina della Nazionale Ucraina. La leggenda rossonera ha dato l’addio sui social 

Andriy Shevchenko
Andriy Shevchenko (Twitter)

Era il luglio del 2016 quando Andriy Shevchenko subentrò nella panchina della Nazionale Ucraina al tecnico Fomenko. In quell’anno, l’Ucraina aveva disputato un deludente Europeo, e il giovane Sheva, pieno di belle speranze, divenne il nuovo commissario tecnico firmando un contratto di due anni, con opzione di rinnovo per altri due.

Per cominciare quell’importante e prestigioso cammino, l’ex attaccante volle accanto a sé le persone giuste. Inserì nel suo staff altri due ex milanisti, Mauro Tassotti (ex braccio destro di Ancelotti) e Andrea Maldera, figlio dell’ex rossonero Luigi. I risultati dell’ottimo lavoro dello Sheva allenatore si sono visti nel 2019, quando la sua Nazionale ottenne la qualificazione a Euro 2020. Sappiamo tutti com’è andato il cammino dell’Ucraina di Sheva nell’Europeo da poco concluso. La leggenda rossonera è riuscita a guidare i suoi uomini sino ai quarti di finale del torneo: un traguardo raggiunto per la prima volta nella storia della Nazionale Ucraina.


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Oggi, però, è scaduto il contratto di Andriy Shevchenko con la sua Nazionale. L’ucraino ci ha tenuto a ringraziare l’intero ambiente che lo ha accolto, fatto di tifosi, staff e ovviamente dalla Federazione Ucraina. Le parole di Sheva diffuse sui suoi canali social ufficiali:

Oggi il mio contratto con la Federcalcio ucraina si è concluso. Ho trascorso 5 anni con la Nazionale. E’ stato un lavoro difficile che però ha dimostrato che siamo capaci di giocare un calcio moderno. Sono grato al presidente e al comitato esecutivo della Federazione del mio Paese per l’opportunità datami di lavorare con la Nazionale dell’Ucraina, così come sono grato a ogni giocatore e a ogni collaboratore che mi ha aiutato. Ringrazio i tifosi per il loro supporto e anche per le critiche costruttive. Insieme, siamo riusciti a dimostrare che il nostro calcio può essere competitivo, produttivo ed eccitante”.