Mirante, chi è il nuovo portiere del Milan: carriera e curiosità

Antonio Mirante è il nuovo portiere del Milan. Arriva da svincolato dopo l’infortunio al polso di Maignan. Conosciamolo meglio ripercorrendone la carriera

Antonio Mirante
Antonio Mirante (Getty Images)

Era stato vicino al Milan già l’estate scorsa come possibile terzo portiere dopo essersi svincolato ma ha preferito aspettare. Ora a tre mesi di distanza da quel mancato ingaggio, Antonio Mirante è ufficialmente un nuovo calciatore rossonero. Un trasferimento lampo dovuto all’infortunio al polso di Maignan e al conseguente intervento chirurgico che costringerà il portiere francese a uno stop di almeno due mesi.

Per tamponare l’emergenza, considerata anche la concomitante defezione di Plizzari, il Milan ha puntato su un portiere di grande esperienza che ha militato in sei squadre diverse in Serie A dal 2005 al 2021 accumulando 368 presenze.

Juventus e Siena, l’esordio in Serie A

Classe 1983, nato a Castellamare di Stabia, stessa città di Donnarumma e Quagliarella, Mirante inizia la sua carriera nelle giovanili del Sorrento prima di essere acquistato dalla Juventus. Dopo aver militato nelle giovanili con due vittorie al Torneo di Viareggio con la Primavera, nella stagione 2003-04 è nella rosa della prima squadra senza tuttavia alcuna presenza in Serie A. L’esordio in campionato arriva nella stagione 2005-06 quando passa in prestito al Siena. Con i bianconeri toscani debutta in Siena-Cagliari dell’agosto 2005. Una stagione con 26 presenze per Mirante che torna alla Juve, retrocessa in Serie B per le vicende di Calciopoli. E’ lui il vice di Buffon nel campionato cadetto 2006-07 vinto da Del Piero e compagni .

Dalla Sampdoria al Parma

Con il ritorno della Juventus in Serie A, Mirante viene nuovamente ceduto in prestito stavolta alla Sampdoria dove resta per un biennio alternandosi nel ruolo da titolare con Castellazzi. Con i blucerchiati allenati da Walter Mazzarri raggiunge la finale di Coppa Italia nella stagione 2008-09 persa contro la Lazio ai rigori. Nel match disputato all’Olimpico resta in panchina.


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La svolta nella carriera di Mirante in Serie A arriva nell’estate 2009 con l’ingaggio da parte del Parma. Con i ducali diventa stabilmente titolare e collezionerà 204 presenze totali contribuendo alla permanenza della compagine emiliana in Serie A fino al 2015 quando il club fallisce e viene retrocesso d’ufficio in Serie D. Alla stregua degli altri calciatori, Mirante si svincola e trova immediatamente un nuovo ingaggio.

Mirante
Antonio Mirante (©Getty Images)

Mirante al Bologna, lo stop per un problema cardiaco

Nel giugno 2015, Mirante passa al Bologna. Dopo una prima stagione (2015-16) con 33 presenze all’attivo, il portiere si ferma per un problema cardiaco scoperto in seguito a un lieve malore. Si teme per la sua carriera. Fortunatamente lo stop è di soli 3 mesi. Nel  novembre 2016, Mirante ottiene l’idoneità per tornare in campo. Un ritorno il suo, salutato con gioia da alcuni dei colleghi, tra cui Gigi Buffon, suo ex compagno alla Juve. A Bologna, Mirante resterà fino al termine del campionato 2017-18 con 90 presenze totali nel triennio in rossoblu.

Lo scambio con Skorupksi e l’approdo alla Roma

Nel giugno 2018, Mirante passa alla Roma in uno scambio che porta Skorupski al Bologna. Con i giallorossi esordisce in Champions League contro il Viktoria Plzen per poi sostituire come titolare Olsen nella seconda parte della stagione quando sulla panchina romanista arriva Ranieri in sostituzione di Di Francesco. Nelle due annate successive, Mirante si alterna a Pau Lopez. Con la Roma debutta anche in Europa League. L’ultima presenza in giallorosso proprio in Europa League, lo scorso 6 maggio, nella vittoria per 3-2 contro il Manchester United nella semifinale di ritorno.  A fine stagione arriva lo svincolo dalla Roma. Prima di essere acquistato dal Milan, Mirante era stato cercato da Spezia e Venezia.

Con la Nazionale

Nel corso della sua carriera, Mirante è stato convocato aanche in Nazionale senza mai esordire in maglia azzurra. Per lui due panchine contro Romania e Costa d’Avorio nel 2010 con Prandelli. Nel 2019, Mancini lo convoca per i match di qualificazione a Euro 2020 con Grecia e Bosnia.