Giroud: “Mi piace questo Milan. Derby da vincere, posso giocare con Ibra”

Intervista all’attaccante francese Olivier Giroud, alla sua prima stagione ed esperienza con la maglia del Milan.

Il Milan ha deciso di puntare forte su di lui, come rinforzo d’esperienza e dal sicuro affidamento. Olivier Giroud sta ripagando tale fiducia, nella sua prima esperienza nel calcio italiano.

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Olivier Giroud (©LaPresse)

Il francese classe ’86 oggi è protagonista dell’intervista pubblicata dalla Gazzetta dello Sport. L’attaccante rossonero si è espresso su vari temi, come ad esempio del suo ambientamento nel Milan.

“In campionato stiamo andando veramente bene, giochiamo un buon calcio e abbiamo molte diverse possibilità. Siamo una squadra giovane che crescerà in fretta: conoscevo le qualità di Leao, ma il suo talento visto da vicino è veramente incredibile. Non conoscevo invece Tonali, che mi ha impressionato per volume di gioco e qualità. E poi ci sono ragazzi come Gabbia e Daniel Maldini che diventeranno grandi in fretta”.

Giroud ha parlato del suo rapporto con mister Pioli: “Di lui mi ha colpito l’energia. Trasmette forza positiva, ma non soltanto questo: è vicino ai giocatori e se ha qualcosa da dire, lo dice. E tatticamente è molto bravo perché sa anche adattarsi agli avversari. Dovrebbe migliorare in inglese e francese”.


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Giroud crede ancora nella qualificazione Champions: “Lo dice anche l’aritmetica. Abbiamo le qualità per fare bene, questa è una squadra ben progettata che farà strada e io punto a vincere tanto con il Milan. In città e allo stadio c’è un’atmosfera bellissima, quello che si è visto contro il Porto è il trailer del film che vivremo nel derby a San Siro”.

Sul derby di domenica: “Partita importante perché mandare l’Inter a dieci punti non sarebbe male, anche se c’è ancora tanto da giocare. Diciamo che sarà una gara fondamentale ma non decisiva e il Milan ha le armi per vincerla. Certo, l’avversario è molto forte, però se giochiamo come sappiamo possiamo vincere. Siamo il Milan e abbiamo sette punti in più, qualcosa vorrà pur dire. Dobbiamo avere molta fiducia in noi stessi. Rispettare l’avversario non significa averne soggezione”.

Il rapporto con Ibrahimovic: “Normale, come con tutti gli altri compagni di squadra. Ibra è una persona piacevole e molto disponibile nelle spogliatoio, parla con i compagni, è molto presente ed è un gran professionista. Abbiamo un buon dialogo. Forse all’esterno appare diverso, un po’ più, come dire, concentrato su se stesso, ma non è affatto così con chi lavora con lui ogni giorno. Possiamo essere complementari, almeno in alcune partite. Per ora Pioli sta facendo altre scelte, ma spero di poter giocare di più insieme a Zlatan in futuro”.

Il mancato passaggio all’Inter in passato: “Nella carriera di un calciatore e nella vita ci sono i momenti giusti per fare le cose giuste. Il Milan è stata la scelta migliore per me. Io e la mia famiglia stiamo benissimo a Milano: la gente è gentile, ha tanta passione per il calcio, si vive bene. Il tempo libero non è molto e con quattro figli sono un papà molto impegnato. Accompagno uno dei miei figli a calcio, la figlia a equitazione… Ci stiamo godendo la città e spesso vengono a trovarci parenti e amici, visto che Grenoble è vicina. Abbiamo visitato il Duomo che è bellissimo, siamo stati al lago di Como e abbiamo fatto un bel giro in barca”.

Infine i suoi obiettivi a breve termine: “Sono abbastanza soddisfatto finora, ho avuto tanti problemi fisici e poi anche il Covid. So di poter dare molto di più e anche il Milan può fare di più. Io cresco con la squadra. Nazionale? È un bonus, non un obiettivo. Sono già stato campione del mondo e anche se abbiamo perso la finale dell’Europeo in casa mi sono tolto tante soddisfazioni, sia con la nazionale che nel calcio inglese. Non ho mai detto e non dirò mai che mi ritiro, se Deschamps ha bisogno io ci sono, ma ora sono concentrato totalmente sul Milan”.