Sportmediaset – Milan, questione rinnovi: le ultime su Leao, Theo, Bennacer e altri

Claudio Raimondi a Sportmediaset ha fatto il punto sui rinnovi in casa rossonera. Il portoghese avrebbe chiesto l’ingaggio raddoppiato.

Il Milan sta lavorando alla questione rinnovi. Oltre all’allenatore Pioli, Maldini dovrà affrontare diversi casi, più o meno spinosi.

Rafael Leao
Rafael Leao (©LaPresse)

Nell’edizione odierna di Sportmediaset su Italia Uno, il giornalista Claudio Raimondi ha fatto il punto sulla situazione legata ai rinnovi in casa Milan, partendo da Alessio Romagnoli. Il difensore rossonero è in scadenza nel giugno 2022 e attualmente guadagna ben 6 milioni di euro l’anno. La dirigenza del club ha proposto al suo agente, Mino Raiola, un rinnovo a cifre dimezzate, mentre il calciatore chiede fra i 3,5 e i 4 milioni annui per prolungare il suo contratto con il Diavolo.

Più complicata la trattativa per Franck Kessie, con le posizione delle due parti che rimangono rigide. La distanza economica in questo caso è più ampia. 8 milioni all’anno la richiesta dell’ivoriano, con la società che non intende invece andare oltre i 6 (ricordiamo che attualmente l’ivoriano ne guadagna 2). Su Kessie ci sono ora Tottenham e Juventus, interessate ad affondare in colpo a parametro zero per la prossima estate.


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Leao e Bennacer chiedono il doppio

Più tranquilla la situazione legate a Theo Hernandez. Il contratto del francese scade nel 2024 e le sue richieste coincidono con la proposta dei rossoneri (circa 4 milioni all’anno). Ci sono poi due calciatori, entrambi in scadenza nel giugno del 204, che vorrebbero raddoppiare il loro ingaggio attuale. Il primo è Ismael Bennacer, che vorrebbe passare dagli attuali 1,5 a 3, con la proposta del Diavolo ferma a 2,5, mentre il secondo è Rafael Leao.

Il portoghese guadagna ora due milioni all’anno e al club ha chiesto un aumento intorno ai 4. Il Milan sta quindi valutando cosa fare con l’ex Lille. Leao è cresciuto molto in questa stagione e sta dimostrando di avere i numeri del fuoriclasse. La società ha quindi il dovere di bloccarlo ed evitare l’assalto dei top club su di lui.