Milan e Inter, stadio Meazza bocciato: l’ex assessore spiega perché

Tasca, ex assessore del Comune di Milano, ha parlato del perché sia necessario un nuovo stadio per Milan e Inter.

I due club milanesi vogliono andare fino in fondo con il progetto stadio, che ha ottenuto l’ok dalla Giunta comunale. L’iter per arrivare alla costruzione non è breve, però le parti sono fiduciose di riuscire ad arrivare al traguardo.

Stadio Milan AC
Nuovo stadio Milan – Progetto Populous

Non manca chi all’interno dell’amministrazione e della città è contrario alla realizzazione del nuovo impianto. Preferirebbero la ristrutturazione del Giuseppe Meazza, però Milan e Inter da subito hanno detto di non voler procedere in questa direzione. Il sindaco Giuseppe Sala, conscio di ciò, ha cercato di ottenere le condizioni migliori affinché le squadre restassero in zona San Siro e non abbandonassero la città.


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Roberto Tasca, ex Assessore al Bilancio del Comune di Milano, ha spiegato al Corriere della Sera perché Milan e Inter non sono interessate alla ristrutturazione del Giuseppe Meazza: «Ci sono profili di rischio: dove giocano le squadre nel frattempo? Ipotizzate che per tre o quattro anni le squadre giochino in stadi più piccoli lontani da Milano? Certamente ristrutturare e giocare tre volte a settimana per quattro anni espone al rischio di vedere lavori interrotti per ragioni diverse. Nessun investitore si assumerebbe questo rischio. Giocare via dal Meazza per tre o quattro anni impone costi insostenibili alle squadre, già gravate dai minori incassi da biglietti negli ultimi due anni».

Tasca ritiene fondamentale per Milan e Inter dotarsi di un impianto sportivo nuovo moderno: «Le squadre milanesi per chiudere il divario che le separa dai principali competitor europei devono aumentare i propri ricavi di circa 100-130 milioni. Solo a queste condizioni l’azienda calcio può raggiungere un equilibrio di bilancio duraturo. Per farlo hanno bisogno anche di uno stadio che consenta loro di generare parte di queste entrate».

L’ex assessore nel finale del suo intervento ha anche raccontato che quando lavorava nel Comune di Milano non ha mai visto un piano economico-finanziario che potesse rendere migliore per le squadre investire sulla ristrutturazione del Giuseppe Meazza invece che sulla costruzione di un nuovo stadio.