Maldini: “Da dirigente solo al Milan. Nuovo stadio? Serve per tornare competitivi”

L’intervista a Paolo Maldini realizzata da Rivista 7. Il direttore dell’area tecnica rossonera ha parlato del suo lavoro e del nuovo stadio

Paolo Maldini, così come suo padre Cesare, sarà sempre una bandiera del Milan. Lo è stato da calciatore e ora cerca di fare lo stesso da dirigente, cercando di riportare ai vertici nazionali ed europei la squadra.

Paolo Maldini
Paolo Maldini (©LaPresse)

Paolo ha rilasciato una lunga intervista a Rivista 7, in cui ha parlato della questione stadi in Italia ma non solo: tra gli argomenti discussi anche il suo lavoro da dirigente ed il rapporto con Leonardo, oggi al Paris Saint-Germain.


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Queste le parole di Paolo Maldini sul nuovo stadio, e di come le società italiane debbano mettersi al passo degli altri top club europei: “Difficile in questo momento pensare di tornare a dominare in Europa come ad inizio secolo. Non esistono più le società dei vari Berlusconi, Moratti. Oggi le altre società europee ci hanno scavalcato, sono all’avanguardia grazie alla costruzione di stadi moderni. In Italia lo ha fatto solo la Juventus ed i risultati si sono visti. Bisogna iniziare ad investire in maniera seria, altrimenti solo il principe azzurro ci può salvare”.

Poi Maldini ha parlato del suo inizio carriera da dirigente, quando era la spalla destra di Leonardo: “I primi tempi mi sentivo spaesato, non sapevo cosa stessi facendo. Sono una persona che ha bisogno di libertà di agire. Quando Leo mi ha comunicato il suo passaggio al Psg sono rimasto esterrefatto, poi però mi sono calmato e ho capito che da quel momento avrei avuto più spazio. A lui sono comunque molto legato”.

 

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In chiosa, Maldini lancia un ulteriore messaggio d’amore al Milan: “In questa carriera da dirigente mi vedo solo al Milan. Anche tra dieci anni, con i capelli bianchi. Se non qui, potrei andare solo all’estero, ma dovrei pensarci bene. Il futuro non mi fa paura, qui sto bene“.