Infortuni, involuzioni e rosa corta | Milan, i motivi della frenata di gennaio

La Gazzetta dello Sport ha spiegato in 4 punti perché il Milan a gennaio ha perso punti preziosi, pur restando nella scia interista.

Non si può affatto dire che il Milan sia in crisi o in difficoltà oggettiva. L’anno solare 2022 dei rossoneri è partito tutto sommato piuttosto bene, con due vittorie meritate in campionato contro Roma e Venezia. Ma nell’ultima settimana sono fuoriuscite diverse difficoltà strutturali che hanno frenato l’andamento.

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Pioli ed i suoi (©Getty Images)

Prima il passaggio del turno complicato contro il Genoa in Coppa Italia, arrivato solo ai tempi supplementari dopo una prestazione deludente. Poi la sconfitta contro lo Spezia in campionato, una vera e propria beffa per la quale ha enormi responsabilità anche l’arbitro Serra. Ma questo Milan comincia a balbettare un po’ troppo.

Oggi la Gazzetta dello Sport ha analizzato questo periodo di difficoltà in 4 punti. Il tutto per parlare di quelle che sono le carenze della squadra di Stefano Pioli, ovviamente ancora in corsa per il titolo ma vittima di discontinuità latente e di scelte non così ampie di formazione.


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Pesano gli infortuni e la Coppa d’Africa

Il primo punto scelto dalla Gazzetta riguarda ovviamente le assenze giustificate. Infortuni, Covid-19 e anche le partenze per la Coppa d’Africa. In questo mese di gennaio il Milan ha perso diversi giocatori fondamentali. Già avrebbe dovuto fare i conti con lo stop a lungo termine di Simon Kjaer, che ha chiuso anzitempo la stagione.

L’infortunio di Tomori, out per circa un mese, l’indisponibilità di Calabria e Romagnoli colpiti dal virus e le chiamate alle ‘armi’ per i tre africani Kessie, Bennacer e Ballo-Touré. Troppe le assenze in un momento così delicato e decisivo della stagione. Pioli ha dovuto spesso reinventarsi lo schieramento iniziale, con fortune alterne.

Il secondo punto parla del calo di rendimento di alcuni leader. Un’involuzione dalla quale certi calciatori non riescono a riprendersi. L’esempio principale è Brahim Diaz, autore di prestazioni sottotono e poco brillanti. Il Diaz visto ad inizio stagione è lontano parente di quello attuale. Ma non solo lo spagnolo: anche i vari Florenzi, Krunic, Bakayoko e Giroud non riescono a trovare continuità e fiducia.

Terzo punto riguardante invece la rosa corta. Il mercato invernale finora non ha aiutato Pioli ad arricchire le proprie scelte. In difesa ed a centrocampo, viste le numerose defezioni, il Milan si è ritrovato sempre in emergenza. Nelle ultime gare la spina dorsale della squadra è stata affidata a gente precedentemente poco impegnata, come i giovani Kalulu e Gabbia o il tuttofare Krunic. Troppo poco per competere ad alti livelli.

Infine il calendario; gennaio è un mese critico per mister Pioli, che già lo scorso anno vide il suo Milan balbettare proprio dopo la sosta natalizia. Tanti impegni ravvicinati, alcuni anche molto complicati (domenica c’è la Juventus), l’avvio della Coppa Italia e le tante assenze. Il tecnico però sa come si fa: è un maestro nel risalire da momenti complicati, anche quando i pronostici sono tutti contro di lui.