Pioli, il debutto in panchina a Salerno | Come andò nella stagione 2003-2004

Pioli domani ritrova la Salernitana, ovvero la squadra con cui debuttò da primo allenatore ormai parecchi anni fa.

Ad oggi Stefano Pioli rappresenta uno dei tecnici italiani più apprezzati e glorificati del momento. L’allenatore del Milan ha raggiunto finalmente un livello superiore dopo una carriera spesa tra esperienze positive ed altre meno buone.

Pioli
Stefano Pioli (©LaPresse)

Arrivato a Milanello nel 2019, dopo il flop di Marco Giampaolo, Pioli fu indicato come un semplice traghettatore. Un allenatore da provincia che avrebbe soltanto portato i rossoneri fino al termine della stagione con dignità, per poi lasciare spazio ad un mister di alto spessore e risonanza mediatica (Rangnick?).

Invece oggi Pioli, a due anni e qualche mese dal suo approdo milanista, è riuscito ad imporsi con idee concrete e lavori specifici. Il suo Milan è in testa alla classifica e ha ritrovato l’accesso alla Champions League dopo 7 anni. Un gran percorso per Pioli, che iniziò la sua carriera da tecnico in una provincia molto calda.

Ovvero dalla Salernitana, la prima società che diede fiducia all’allora giovane allenatore emiliano. Proprio i granata saranno gli avversari del suo Milan domani alle ore 20:45.


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Fu l’allora presidente campano Aliberti a puntare su Stefano Pioli. Il quale prima di diventare tecnico della Salernitana aveva iniziato la propria gavetta come gestore delle giovanili del Bologna. Nella stagione 2003-2004 arrivò la chiamata: i granata scommisero sulle intuizioni dell’allenatore parmense.

Inizialmente la Salernitana doveva affrontare il campionato di Serie C1, dopo la retrocessione dell’anno precedente. Ma in estate scoppiò il Caso Catania, con tanto di ripescaggio per le squadre precedentemente affossate. Dunque i campani ripartirono dalla B, una sfida subito piuttosto dura per il giovane Pioli.

La stagione fu tortuosa, a tratti entusiasmante ed in altri quasi drammatiche. Un campionato lunghissimo, con 24 squadre partecipanti ed il netto rischio di retrocedere. La formazione granata aveva nel suo organico anche elementi di spessore, come i vari Breda, Longo, Bombardini o Bogdani.

Pioli trascinò inizialmente la Salernitana in zona playoff, con un avvio sorprendente e vittorie clamorose contro avversari di alto rango come Torino, Cagliari o Fiorentina. Poi nel girone di ritorno il cammino dei campani ebbe un crollo, tante sconfitte e calo di rendimento dei giocatori migliori. Pioli rischiò l’esonero e la squadra sembrava destinata alla retrocessione.

Un finale di stagione orgoglioso risollevò morale e classifica della Salernitana, che con fatica ottenne 55 punti in classifica, il 17° posto finale con un +4 sul Bari quart’ultimo. Un piccolo miracolo che diede il via alla carriera in panchina di Pioli: lunga, non priva di trappole ma oggi giunta ad un livello altissimo e meritato.