Unai Emery (Getty Images)
Unai Emery (Getty Images)

Silvio Berlusconi ha ammesso: “Il nuovo proprietario del Milan dovrà investire 200 milioni l’anno per far tornare il club ad altissimi livelli“. Cifre importanti, ormai neanche più immaginate dalle parti di Milanello. Mentre le trattative continuano, con la speranza che almeno una delle cordate asiatiche faccia l’offerta giusta per il cambio di proprietà, il Milan deve continuare a camminare con le proprie gambe.

 

Al momento appare difficile trovare in tempi brevi una soluzione; se ne riparlerà a giugno, quando il calciomercato estivo sarà già cominciato virtualmente e il Milan dovrà già avere in pugno il nuovo allenatore. Le indicazioni su quest’ultimo punto, Doyen Sports o meno, vedono Unai Emery favorito per sedersi in panchina dopo Pippo Inzaghi. Per convincerlo il club starebbe preparando un piano di tagli sul monte ingaggi che favorirebbe quasi 100 milioni di introiti da reinvestire tra mercato in entrata e nuovi contratti.

 

Come sostiene oggi Tuttosport, il Milan ha già cominciato tale operazione con la rescissione di Robinho, confermata ieri dal suo agente, che farà risparmiare 6 milioni lordi al club. A questi vanno aggiunti i contratti in scadenza di De Jong (3,5), Essien (2,5), Mexes (4), Pazzini e Bonera, oltre a Muntari che andrà certamente a cercare fortuna altrove. Senza dimenticare le possibili cessioni e plusvalenze: una partenza di Jeremy Menez o di Keisuke Honda sarebbe un guadagno doppio per il Milan, visto che entrambi sono stati presi a costo zero.

 

Rosa sfoltita dunque, pensando anche alle cessioni di giocatori ormai ai margini della rosa, da Zapata allo scontento Rami, passando per Zaccardo e forse Alex che ha richieste anche in Brasile. Un risparmio di 100 milioni circa che potrebbe davvero rappresentare il punto di partenza per una rivoluzione interna e dovuta, dopo un biennio negativo e fallimentare. Ed Emery è già pronto a salire al timone.

 

Redazione MilanLive.it