Galliani & Marotta (foto dal web)
Galliani & Marotta (foto dal web)

Chi rischia di più tra Juventus e Milan? Il quesito con cui apre quest’oggi la propria edizione la Gazzetta dello Sport è quasi una domanda retorica. Ovviamente rischiano entrambe, perché fino a questo momento rappresentano le due delusioni più grandi di inizio campionato, ovvero le uniche due big che non riescono a stare in scia delle prime in classifica, superate anche dal Sassuolo e avvicinate dall’Atalanta. Ed il match dello Stadium di sabato sera promette di essere un dentro/fuori esaltante.

 

Lo ha capito comunque anche un certo Alvaro Morata, in Italia da circa un anno e mezzo soltanto: Juve-Milan è come una finale, una sfida dove non conta chi sta meglio o peggio, se la giocheranno entrambe al massimo. E’ quello che sperano i dirigenti dei due club, da una parte Beppe Marotta e dall’altra Adriano Galliani, che ieri alla premiazione dell’onorificenza dedicata a Giacinto Facchetti si sono stuzzicati amichevolmente: “Non do la mano a Beppe, io sono di Monza e lui di Varese, siamo rivali“. Solo un simpatico antipasto di quello che sarà l’atteso pre-partita.

 

Se Marotta da una parte chiede il terzo posto alla sua Juventus, partita clamorosamente in ritardo, Galliani si sente di confermare Sinisa Mihajlovic: “Non è in discussione, il nostro cammino recente indica 11 punti fatti. Se avessimo vinto con l’Atalanta e pareggiato prima con la Lazio sarebbe stato perfetto. Ma è stato meglio vincere quella partita, torneremo a far bene e giocare così“. Fiducia in casa rossonera dunque, anche se nei prossimi giorni la tensione aumenterà. E Silvio Berlusconi un’altra batosta contro una rivale storica non la prenderebbe troppo bene.

 

Redazione MilanLive.it