Robinho
Robinho (©Getty Images)

Se sul campo Robinho sta provando a togliersi qualche soddisfazione con la maglia del Sivasspor, squadra turca in cui si è trasferito a gennaio, fuori invece le cose non vanno bene.

Avevamo già dato notizia della condanna a 9 anni di carcere dell’ex attaccante del Milan. Il 22 gennaio 2013 lui e cinque amici avrebbero violentato sessualmente una ragazza albanese che allora aveva 22 anni. Il tutto sarebbe avvenuto nella zona guardaroba della discoteca milanese ‘Sio Cafè’. Robinho, che ai tempi indossava proprio la maglia rossonera e i suoi complici avrebbero fatto bere la ragazza appositamente per poterne poi abusare. A lui e all’amico Ricardo Falco, entrambi condannati, non sono state concesse le attenuanti generiche. E devono versare 60mila euro alla vittima. Per gli altri quattro procedimento sospeso, perché sono irreperibili.

Da giovedì si conoscono le motivazioni dei giudici della nona sezione del Tribunale di Milano. Questa è parte del testo riportato da diversi quotidiani online: “Si deve dare rilievo particolarmente negativo ai toni e alle espressioni utilizzate nel commentare gli eventi, nel descrivere la ragazza con epiteti umilianti e termini spesso crudi e sprezzanti, segni inequivocabili di spregiudicatezza e quindi di consapevolezza di una futura impunità; tale consapevolezza ha indotto gli imputati persino a ridere più volte dell’accaduto, evidenziando così un assoluto dispregio per la condizione della vittima, esposta a ripetute umiliazioni, oltre che ad atti di violenza sessuale mediante abusi particolarmente invasivi, e con un’assoluta sopraffazione fisica della vittima”.

 

Redazione MilanLive.it