Gennaro Gattuso conferenza stampa Milan Milanello
Gennaro Gattuso in conferenza stampa da Milanello (foto AC Milan)

MILAN NEWS – Torna in campo il Milan, che vuole continuare la sua striscia positiva con la gara più importante e sentita, il derby di domenica con l’Inter.

I rossoneri arrivano al match di San Siro, con un clima da grande match, dopo una vittoria sofferta ma meritata in casa del Chievo. Dopo anni inoltre il Milan si trova a sfidare i rivali cittadini interisti con un piccolo ma importante vantaggio in classifica: +1 sull’Inter e attuale possesso del terzo posto. Oggi come di consueto è il giorno di vigilia e dunque della conferenza stampa di Gennaro Gattuso da Milanello, con inizio alle ore 13,30.

Vigilia Milan-Inter: la conferenza stampa di Gattuso

Si parla ovviamente subito di derby, con Gattuso che vuole un miglioramento rispetto all’andata: “Il derby ha una storia a sé, non dobbiamo pensare a quello di 4 mesi fa, sento dire che siamo i favoriti ma in realtà non esistono favoriti. Bisogna giocarlo con testa e cuore, prepararlo bene. Voglio vedere grande cuore e voglia, abbiamo un pubblico da record e dev’essere il nostro dodicesimo uomo. L’Inter va rispettata, ha campioni e ci può mettere in difficoltà”.

Il commento di Gattuso sui rivali cittadini: “Hanno qualità, all’andata ci hanno pressato alti senza farci palleggiare. Non mi era piaciuto l’atteggiamento avuto, ci eravamo rifiutati di giocare, contratti e senza testa libera. Oggi dobbiamo provare a fare quello che sappiamo. Dobbiamo prepararla a livello mentale. Partita più importante per noi? Non lo so, sono sempre tre punti e mi preoccupano anche le prossime 10 partite. A livello mentale vincendo avremo qualcosa in più, se non va bene dovremo lavorare di più”.

Il derby come esame di maturità e di percorso: “Calhanoglu ha detto bene, questa partita serve a tutti, siamo giovani e penso che ci può aiutare a proseguire il nostro percorso. Non sono abituato a pensare in grande, ma solo alla mia squadra”.

Sull’apporto di Piatek nel match di domani: “La differenza non la deve fare solo lui, ma tutta la squadra. Pochi giocatori vincono da soli, bisogna vincere con il collettivo e con il gioco. Io ho fatto poco con lui, non ama parlare tanto ma sorride di più. All’inizio pensavo fosse arrabbiato con me. Gli piace lavorare, fa poco riposo, si cura e gli piace allenarsi. Non c’è bisogno di parlare troppo, sa cosa deve fare e va bene così”.

Un parere sul collega a rischio Luciano Spalletti: “Quando ero in discussione contavano solo i risultati. Non so, non ho mai pensato al mio esonero ma a lavorare e centrare gli obiettivi. Se si pensa che è l’ultima partita è la fine. Abbiamo sempre lavorato e siamo andati avanti, non abbiamo mai pensato di lasciare la squadra. Abbiamo già fatto figuracce, la nostra forza è di non cadere in questo giochino. Dobbiamo giocare con umiltà rispettando l’Inter, che non vive un buon momento ma ti può far male in qualsiasi momento”.

Una possibile rivincita dopo il derby d’andata? “Sinceramente no – ammette Gattuso – noi dobbiamo crescere e credere di poter tornare in Champions League, ci sono tante partite. Non c’è nessuna rivincita, il calcio è così. Guarda Allegri, dopo Madrid sembrava un poco di buono, ora si sono tutti rimangiati le parole. Fa parte del nostro lavoro, io mi sento un privilegiato, molto fortunato. Per questo bisogna continuare a crederci”.

Sull’importanza e la tensione alla vigilia del derby: “Lo sentivo già da calciatore, mi dava fastidio che mi punzecchiava. Volevo prepararlo con concentrazione e umiltà. In questa partita c’è è un’aria diversa, c’è più nervosismo. Abbiamo lavorato tanto sul campo ma con poche urla e poco incitamento, penso che la pressione sia abbastanza”.

Sull’importanza di aver recuperato alcuni suoi calciatori e sul caso Icardi ancora intricato: “Dico solo una cosa, per come vedo il calcio io anche il calciatore più forte al mondo deve avere rispetto dello spogliatoio. Quando non vedo rispetto divento cattivo, le squadre si costruiscono non in campo ma nello spogliatoio. E’ un luogo sacro, mi piace quando ci diciamo le robe in faccia, lo dico anche ai miei calciatori per evitare il rancore”.

Gattuso non vuole sentire la parola ‘favoriti‘: “Non esistono favoriti in certe partite, va giocato al massimo e dimostrare solo sul campo di essere più forti. Non voglio pensare a queste cose”.

A chi guarda al secondo posto come obiettivo Gattuso risponde così: “Dobbiamo mettercela tutta per arrivare in Champions, poi se arriviamo terzi, quarti o secondi cambia poco. Il Napoli ha un grande vantaggio, noi non dobbiamo volare alti e pensare solo alla partita di domani. Il Napoli è forte, è il quinto-sesto anno che è sempre là. Ha le coppe ma Ancelotti sa lavorare, ha tanti calciatori forti. Vedremo ma penso che siamo lontani”.

Se si aspettava ad arrivare al derby in questa situazione positiva: “Non dobbiamo dimenticarci le prime 7-8 partite del campionato. Giocavamo diversamente, abbiamo fatto fatica a prendere i 3 punti. Poi abbiamo preso sempre gol in 13 gare di fila, penso che il fatto di soffrire e di ribaltare il risultato nel finale ci ha rafforzato molto, ci ha dato consapevolezza. Quanto c’è di me in questa crescita? Non lo so, l’allenatore incide il 30-40%, poi conta il gruppo di lavoro, serve disciplina e rispetto. Il merito è dei ragazzi, stanno crescendo e migliorando anche a livello mentale. Una piccola percentuale è mia e del mio staff, ma i meriti sono loro”.

Sul momento dell’Inter e le possibili mosse tattiche di domani: “Bisogna fare attenzione sulla nostra stanchezza. Pensiamo alla Juve con l’Atletico, pensavano tutti che la Juve fosse stanca. Invece poi al ritorno hanno mostrato forza, rabbia, volontà. Se un calciatore è stanco può fare fatica sia per volontà che per fisicità. I miei non hanno stanchezza fisica, altrimenti si fermerebbero e non rincorrerebbero più. Penso che qualche giocatore sta soffrendo di più, parliamo di Suso e Paquetà magari ma dobbiamo essere bravi noi, la priorità è essere più compatti e concreti”.

Gattuso elogia Musacchio per la sua crescita: “E’ vero, è cresciuto molto. I meriti però non vanno dati solo alla difesa, ma anche al resto dei reparti. Musacchio non ha solo cuore e grinta, ma è anche tecnico, sbalgia pochi palloni e riesce a imbucare bene. Sui meriti difensivi siamo d’accordo, ma tutta la squadra va elogiata, il nostro segreto è questo qua”.

Sul diverbio con Meggiorini contro il Chievo Verona: “Devo imparare, se voglio diventare un grande allenatore, a non reagire. Non devo discutere con i giocatori avversari, ho sbagliato e devo migliorare. Dopo c’è sempre un fine partita, è meglio farlo negli spogliatoi certi discorsi. Per fortuna non ho detto nulla di grave, ma devo imparare a non perdere energia. Qualcuno ha riportato quello che ho detto in tribuna, ma non ricordo nulla, se sapevo che quella era la tribuna stampa non ci venivo nemmeno!”

Sulle recenti parole di Berlusconi sulla tattica: “Quello che dice il presidente va rispettato. Io prendo le decisioni ma rispetto ciò che dice lui”.

Sul gol di Biglia e sulle armi su calcio piazzato: “Sono 3-4 partite che prendiamo punizioni dal limite, ma in genere ne abbiamo presi pochi. Dobbiamo prenderne molto di più, la media è bassa. I miei li vedo calciare, li faccio allenare sulle punizioni. Calhanoglu, Suso e Biglia calciano bene, dobbiamo essere bravi a prendere più falli”.

Infine sulla voglia del Milan di distaccarsi in classifica: “Secondo voi quanta voglia abbiamo? Spalletti ha ragione, non dobbiamo fare a pugni, la parola rabbia va quantificata. Ci vuole testa, lucidità, calma. Poi si vede, domani servirà tanto tanto rispetto dell’avversario, sono in difficoltà ma possono farci male”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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