News Milan: Marco Giampaolo si è raccontato al ‘Corriere dello Sport’ e ha parlato anche del suo futuro.

Marco Giampaolo
Marco Giampaolo (©Getty Images)

Le quotazioni di Gennaro Gattuso sono in risalita, ma il cambio di guida tecnica continua ad essere una possibilità concreta. Il Milan, vicino ad all’ennesima rivoluzione societaria, potrebbe fare una scelta diversa anche per coerenza rispetto al nuovo corso.

Tanti nomi fatti nell’ultimo periodo: dal più “semplice” Eusebio Di Francesco a Maurizio Sarri, ma anche Simone Inzaghi o Leonardo Jardim. Resta sullo sfondo Marco Giampaolo, attuale allenatore della Sampdoria. Più volte è stato vicino alla panchina rossonera: in particolar modo nell’estate del 2016, però Adriano Galliani gli preferì Vincenzo Montella. Lui andò a Genova e, dopo tre stagioni, potrebbe andar via. Si sente pronto per una grande sfida e le possibilità non gli mancano. Il Milan è una di queste, ma piace molto anche a Roma, Atalanta e Fiorentina.

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Giampaolo: “Ogni sconfitta è una lacerazione”

Intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, Giampaolo ha fatto il punto della situazione sul suo futuro. Sulle presunte chiamate di altri club, il tecnico è stato chiaro: “Non ho deciso niente e non ho ricevuto offerte da altri club. Aspetto di parlare con il presidente Ferrero e di confrontarmi con lui. Non ho una strategia in vista di questo incontro. Zero. Valuteremo il lavoro fatto in tre stagioni, cosa si può fare e dove si può arrivare”. Ma in questo periodo è stato accostato a tanti club, fra cui anche il Milan: “Non leggo i giornali e non ascolto la tv. La verità è che in questo momento ho soltanto bisogno di staccare. Ho vissuto un anno intenso e ho necessità di fare discorsi con me stesso, a mente lucida e serena. Lavorando tutti i giorni dalle 9 alle 20 al campo non ci riesco”. Poi sulla possibilità di allenare una grande: “Io non sopporto più perdere. Per me ogni sconfitta è diventata una lacerazione e ammazzerei qualcuno quando vengo sconfitto. Galeone mi disse una volta: ‘Meglio affogare nell’oceano che in un bicchier d’acqua’. Aveva ragione: i grandi giocatori migliorano le idee degli allenatori e li fanno grandi”.

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Redazione MilanLive.it