Bierhoff commenta la situazione attuale del Milan, club col quale ha vinto uno Scudetto. Oggi ci lavorano suoi vecchi compagni come Maldini e Boban.

Oliver Bierhoff
Oliver Bierhoff (Getty Images)

Oliver Bierhoff ha fatto esultare i tifosi del Milan nella stagione 1998-1999, conclusa con la vittoria dello Scudetto. Una rimonta incredibile sulla Lazio per la squadra guidata da Alberto Zaccheroni.

In quel Milan con l’allora bomber tedesco c’erano anche Paolo Maldini e Zvonimir Boban, che oggi lavorano nel club da dirigenti. Tutti e tre hanno deciso di intraprendere la carriera manageriale dopo il ritiro da giocatori, anche se con tempistiche e ruoli diversi.

Sala svela: “Nuovo San Siro, probabile concorso pubblico”

News Milan, Bierhoff commenta il nuovo corso rossonero con Maldini e Boban

Bierhoff oggi ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport e gli è stato chiesto proprio di Maldini e Boban. Ecco il suo pensiero sui suoi ex compagni, oggi impegnati in prima fila nel rilancio del Milan: «Sono una bella coppia perché sono diversi. Anche quando eravamo calciatori, Zvone era sempre deciso, quasi aggressivo nelle sue opinioni, aveva un forte coraggio nell’esprimere le sue idee. Paolo invece usava la maturità come qualità principale, meno parole però mostrava i fatti, era un faro per tutti, come esempio».

Oliver, da anni impegnato come direttore generale della Federazione calcistica tedesca, è convinto che Paolo e Zvonimir possano fare un ottimo lavoro nel MilanIn qualsiasi club servono persone che capiscano di calcio, come loro. Che mettano la faccia e rappresentino l’identità della squadra. Inoltre sono abituati a convivere con le pressioni, come hanno sempre dovuto fare in carriera, anche nel saper prendere delle decisioni importanti. Paolo e Zvone sono diversi ma insieme hanno una grande forza. Anche per quanto riguarda l’aspetto sportivo: se sei un giocatore e ti chiamano due tipi così, li ascolti per forza».

A Bierhoff è stato domandato anche dell’esclusione della squadra rossonera dalla prossima Europa League, fatto che certamente a livello di immagine non è positivo. Questo il suo pensiero: «L’Europa League costa energie, se non arrivi fino alla finale non c’è un ritorno economico consistente. Si può ricostruire in pace, senza affaticamenti, e si può puntare alla qualificazione in Champions con più forze. Quindi da questo punto di vista può trasformarsi in un vantaggio. Ne parlavo anche con Jürgen Klopp: pure lui è dell’idea che “o la Champions o niente”. Nel caso del Milan, con tutta la sua storia, conta soltanto la Champions».

 

Redazione MilanLive.it